Rictius Varus fu un funzionario romano che prestò servizio come vicario in Gallia durante la fine del III secolo. Nominato dall'imperatore Massimiano, è noto principalmente nella tradizione cristiana per il suo ruolo durante la persecuzione di Diocleziano, durante la quale avrebbe perseguitato numerosi cristiani. Sebbene gli studiosi storici dubitino spesso della sua esistenza o dell'accuratezza della sua biografia, i racconti agiografici affermano che egli abbia vissuto una profonda conversione. Dopo il cambio di fede, si dice che abbia abbracciato il martirio insieme a coloro che un tempo aveva perseguitato.
Persecuzione e conversione
In quanto alto funzionario, Varus è riportato in vari martirologi per il suo duro trattamento dei credenti, tra cui figure come Crispino, Crispino e Alessandro di Treviri. Secondo la tradizione religiosa, i suoi incontri con la martire Lucia portarono infine al suo pentimento. Commosso dalla fermezza di lei, si dice che egli abbandonò i suoi vecchi modi, abbracciò il cristianesimo e infine si recò a Roma per affrontare l'esecuzione per decapitazione.
Venerazione e leggenda
È riconosciuto come santo sia nella tradizione cattolica romana che in quella ortodossa orientale, con la sua festa celebrata il 6 luglio. In alcune leggende popolari regionali tedesche, in particolare nel Saarland, è ricordato attraverso una leggenda differente. Il mito locale suggerisce che il suo spirito infesta la foresta di Varuswald come un cacciatore fantasma, apparendo come una figura inquieta che vola nell'aria.