Ilse Koch (nata Margarete Ilse Köhler, 1906–1967) è stata una criminale di guerra tedesca che commise atrocità mentre il marito, Karl-Otto Koch, era comandante del campo di concentramento di Buchenwald. Sebbene non ricoprisse alcuna carica ufficiale nella Germania nazista, alla fine della guerra divenne una delle figure naziste più famigerate, nota ampiamente come la "Kommandeuse di Buchenwald". Il suo caso ha plasmato l'immagine pubblica duratura che ne è rimasta, anche se alcune delle accuse più clamorose a suo carico furono successivamente giudicate prive di prove nei procedimenti giudiziari.
Infanzia e matrimonio



Nata a Dresda, Koch crebbe in una famiglia protestante della piccola borghesia e si formò come segretaria. Aderì al Partito nazista nel 1932 e conobbe Karl-Otto Koch attraverso il suo impegno con il locale reparto delle SS. Nel 1936 lo seguì al campo di concentramento di Sachsenhausen, dove lui era comandante, e la coppia si sposò l'anno successivo, dopo che le SS ne esaminarono l'idoneità al matrimonio per motivi razziali. Nel 1937 Karl assunse il comando di Buchenwald, dove la famiglia visse nella villa del comandante.
Accuse e indagini


Dopo la guerra Koch fu accusata di aver ordinato l'uccisione di prigionieri per ricavarne oggetti come paralumi dalla loro pelle. Le testimonianze su questo punto furono contestate e l'accusa più grave risultò non provata in due processi giudiziari, uno davanti a un tribunale militare americano nel 1947 e un altro davanti a un tribunale della Germania Ovest nel 1950–1951. I testimoni descrissero comunque il suo ricorso al lavoro forzato, le aggressioni ai detenuti e le denunce che portarono a dei decessi. Il marito fu arrestato dalle SS nel 1943 con le accuse di appropriazione indebita e omicidio, e fu giustiziato a Buchenwald poco prima della sua liberazione.
