Ofelia è un personaggio del dramma Amleto di William Shakespeare, scritto tra il 1599 e il 1601. È una giovane nobildonna di Danimarca, figlia di Polonio, sorella di Laerte e potenziale moglie del principe Amleto. Il padre la convince a respingere Amleto e, dopo che Amleto uccide Polonio, lei impazzisce e annega in un fiume. La sua storia è uno dei ruoli tragici più celebri del teatro inglese.
Nome e origini







Sebbene l'opera sia ambientata in Danimarca, il nome di Ofelia non è danese. Compare per la prima volta nel poema Arcadia di Jacopo Sannazaro, del 1504, dove deriva probabilmente dal termine greco antico che significa beneficio. Shakespeare sembra aver creato il personaggio da solo, anche se potrebbe essersi ispirato a una figura della precedente storia di Amleth, narrata da Saxo Grammaticus, un principe che finge la follia. La sua morte per annegamento potrebbe anche richiamare un fatto realmente accaduto nel 1569, quando una giovane ragazza annegò accidentalmente vicino a Stratford-upon-Avon, come riportato in un rapporto del coroner scoperto dagli storici nel 2011.
Il ruolo nell'opera







Ofelia è obbediente al padre e ammirata da molti personaggi. Segue le istruzioni di Polonio, che le chiede di smettere di frequentare Amleto e di aiutare a spiarlo nella cosiddetta scena del convento. Dopo la morte di Polonio perde la ragione, canta canzoni e distribuisce fiori prima di annegare in un ruscello, evento che la madre Gertrude descrive in uno dei discorsi più celebri dell'opera. Ofelia e Gertrude sono gli unici personaggi femminili della tragedia.
La rappresentazione sulla scena







Poiché nell'Inghilterra elisabettiana le attrici professioniste non calcavano le scene pubbliche, il ruolo era probabilmente interpretato da un ragazzo. Il personaggio è rimasto un soggetto prediletto di pittori, attrici e compositori d'opera, e le sue scene di follia hanno ispirato nel corso dei secoli moltissime interpretazioni visive e musicali.
