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una delle cime del Monte Baldo

Monte Altissimo di Nago

Monte Altissimo di Nago

L’essenziale

altezza sul mare2078m
istanza dimontagna
paeseItalia
unità amministrativa in cui è situatoprovincia autonoma di Trento
Tutti i dati del template 15
Stato
Italia
Regione
Trentino-Alto Adige
Provincia
Trento
Altezza
2 078 m s.l.m.
Prominenza
660 m
Isolamento
8,08 km
Catena
Alpi
Grande Parte
Alpi Orientali
Grande Settore
Alpi Sud-orientali
Sezione
Prealpi Bresciane e Gardesane
Sottosezione
Prealpi Gardesane
Supergruppo
Prealpi Gardesane Orientali
Gruppo
Catena del Baldo
Sottogruppo
Sottogruppo del Monte Altissimo di Nago
Codice
II/C-30.II-C.7.a

Il monte Altissimo di Nago è una montagna delle Prealpi Bresciane e Gardesane di 2.078 m s.l.m., la cui prominenza è di circa 500 m. Fa parte delle Prealpi Gardesane Orientali, è la vetta più alta della parte settentrionale della catena del monte Baldo e si trova sul territorio del comune di Nago-Torbole in Trentino, con la vetta di Brentonico, e di Malcesine. Sulla sua sommità si trova il rifugio Damiano Chiesa e una chiesetta.

Descrizione

Panoramica del Monte Altissimo di Nago e delle sue vette
Panoramica del Monte Altissimo di Nago e delle sue vette

Il monte Altissimo di Nago è la vetta più alta nella parte settentrionale della dorsale del monte Baldo che si estende approssimativamente da nord a sud. Altri picchi importanti di questa catena sono, a sud, Cima delle Pozzette (2.132 m), Cima Valdritta (2.218 m), cima Fontanelle (2.208 m) e Punta Telegrafo (2.200 m).

Tra l'Altissimo e il monte Baldo si trova il valico della Bocca di Navene (1.420 m).

Di grande importanza ed interesse naturalistico è la falesia di Oltrezengol, una estesa parete rocciosa carsica boscosa delle pendici del versante occidentale dell'Altissimo sopra il paese di Nago ( 400-700 m) e abitata da specie dell'avifauna protette o rare ( gufo reale, rondone maggiore, rondine montana, falco pecchiaiolo, lodolaio e biancone) che nidificano e si riproducono sugli speroni e nelle cavità della falesia, censite negli ultimi anni. La vegetazione che la ricopre è in prevalenza di leccio, orniello e farnie. La zona era attraversata dalla nota Via Claudia Augusta, una delle principali strade romane di collegamento della regione transalpina italiana e germanica e suoi resti e tracciati sono ancora ben visibili e presenti lungo la base della falesia. Nell'Alto Medioevo vide la costruzione di una piccola roccaforte nell'area nord sotto il dominio carolingio e poi durante la Grande Guerra il fronte italo-austriaco percorreva proprio questo tratto del massiccio, e trincee scavate nella roccia insieme a fortificazioni, muri a secco e postazioni nel bosco sono in gran parte intatti. Negli ultimi anni, per il suo valore naturalistico e storico, è stato fortemente criticato il suo uso per praticare arrampicata e altre attività sportive con risalto a più riprese nella cronaca regionale ("Ora basta, danni enormi alla fauna", le associazioni lanciano l'allarme per la Valle di Oltrezengol: "Stop all'attività di chiodatura e arrampicata" - il Dolomiti).

Storia

Panorama sul monte Baldo e sul lago di Garda
Panorama sul monte Baldo e sul lago di Garda
Rifugio Damiano Chiesa
Rifugio Damiano Chiesa
2 immagini

Compiendo escursioni sul monte Altissimo è possibile osservare varie trincee, ruderi di caserme e piccole fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale, essendo stato parte importante del fronte durante il conflitto e vide molte battaglie. Le più numerose si trovano sulla prominenza del Varagna e nell'area sulla sommità della cima, alcune abitate da gruppi di marmotte che col tempo vi si sono insediate e hanno sfruttato cavità, nicchie e bordi rialzati.

Inizialmente fu fortificato e difeso dagli austro-ungarici e poi conquistato dall'esercito italiano durante il quarto anno di guerra. In questo contesto storico viene percorso il noto sentiero attrezzato Sentiero delle vipere.

Flora e Fauna dell'Altissimo

Il monte Altissimo e le zone limitrofe (in particolare la riserva naturale "Bés-Corna Piana", situata a poche centinaia di metri dallo stesso) sono caratterizzate da una flora ricchissima e talvolta endemica, tutto ciò grazie ad un microclima particolare dovuto all'influenza del lago di Garda e al fatto che la zona non è stata interessata dall'ultima glaciazione. Tra le varie specie possiamo individuare e citare il castagno, per cui l'intero Baldo è molto noto, poi faggio, tiglio, carpino nero, pino silvestre, larice e abete bianco, tutti ben diffusi, mentre alcune aree remote vantano la rara presenza di boschi di sole farnie o abeti rossi ancora intatti e ben conservati, tra queste vi è la Val del Ventrar e la Val del Parol.

Il monte Altissimo è per la maggior parte ricoperto da prati e pascoli ma alla base è presente anche una ampia zona boschiva. Prevalenti fitti lariceti misti a cembrete, perlopiù fustaie in alta quota, mentre più in basso sono frequenti pinete e faggete con radure e abietete che ricoprono intere valli. L'altitudine diversifica boschi decidui e pinete.

La fauna è tipica di alta montagna ma con presenza di specie animali comuni in collina e fondovalle, grazie alla vicinanza del lago di Garda. Sui pendii e nei boschi del rilievo vivono mammiferi quali l'orso bruno (Ursus arctos arctos), giunto qui da alcuni anni e che conta un paio di esemplari stabili ripresi, avvistati o di cui si rinvengono spesso le tracce, e di cui si ha inoltre conferma tramite avvistamenti e fototrappole della riproduzione di una femmina nell'area del Varagna (Mamma orsa con i suoi due cuccioli - YouTube), il lupo (Canis lupus italicus) presente con due branchi riproduttivi, uno recentemente accertato sull'altopiano di Brentonico e territori limitrofi ed uno, il primo poiché formatosi nel 2020, che frequenta il versante gardesano, la rara lince (Lynx lynx), documentata e segnalata a più riprese negli anni con finora due avvistamenti certi, uno in loc. Campei in Val del Parol ed uno ai Prati di Nago, mentre si riporta anche una possibile predazione su capriolo in località Selva, seppur sia essa in numero non quantificabile ad oggi di individui presenti sul massiccio, ben diffusi poi la volpe (Vulpes vulpes), il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina), la martora (Martes martes), l'ermellino (Mustela erminea), la talpa (Talpa europaea), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), il ghiro (Glis glis), la marmotta (Marmota marmota), la lepre comune (Lepus europaeus) e l'istrice (Hystrix cristata), abitanti boschi di latifoglie, conifere e i pascoli del rilievo. Sulle pendici naghesi è stata da poco anche accertata con fototrappole la comparsa di un esemplare di gatto selvatico (Felis silvestris) in loc. Malga Zures, e confermato un gruppo familiare di almeno cinque individui di sciacallo dorato (Canis aureus) poco più in basso a Nago, ai piedi del massiccio. Considerevole la popolazione di ungulati quali cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), cinghiale (Sus scrofa) e molte colonie in quota di camoscio (Rupicapra rupicapra). Le specie di uccelli sull'Altissimo vedono anche qui quelli caratteristici e comuni in alta montagna: il rondone alpino (Tachymarptis melba), l'allodola (Alauda arvensis), il pettirosso (Erithacus rubecula), il rondone pallido (Apus pallidus), il rampichino (Certhia brachydactyla), il picchio nero (Dryocopus martius), il torcicollo (Jynx torquilla), la ghiandaia (Garrulus glandarius), il gracchio corallino ( P. pyrrhocorax) finora con una sola colonia di una ventina di individui insediata sulle rupi di Bocca Paltrane, e il corvo imperiale (Corvus corax); poi molti anche i galliformi, rappresentati da pernice bianca (Lagopus mutus), registrata in crescita in alcuni punti come il valico di Bocca di Navene e la cresta del Varagna, coturnice (Alectoris graeca), gallo cedrone (Tetrao urogallus), nelle aree più fitte e riparate tra cui le località di Piani di Festa e Bés-Corna Piana secondo recenti studi, gallo forcello (Tetrao tetrix), ben più comune, e francolino di monte (Tetrastes bonasia), quest'ultimo in diminuzione; e tra i rapaci nidificano qui l'aquila reale (Aquila chrysaetos), che attualmente vede l'insediamento confermato di due coppie riproduttive (dati 2025), la poiana (Buteo buteo), l'astore (Accipiter gentilis), lo sparviere (Accipiter nisus), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) e il gheppio (Falco tinnunculus). Anche tra i rapaci notturni troviamo un'ampia varietà di specie, ad esempio il barbagianni (Tyto alba), l'allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la civetta capogrosso (Aegolius funereus), la civetta nana (Glaucidium passerinum), e si registrano nell'ultimo anno una piccola popolazione di assioli (Otus scops), individuati presso alcuni dirupi e forre boscose della Val del Diaol e almeno due coppie di gufi reali (Bubo bubo) con relativi nidi nelle falesie di Oltrezengol. Tra gli anfibi da citare vi sono il rospo comune (Bufo bufo), il tritone alpestre (Triturus alpestris), la salamandra alpina (Salamandra atra), la cui presenza è stata scoperta di recente nella Bocca del Creer con un totale di cinque esemplari adulti, la rana agile (Rana dalmatina), la comune rana di montagna (Rana temporaria) e l'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), tutti ben diffusi nei vari ecosistemi umidi, pozze, ristagni effimeri e piccoli corsi d'acqua tra cui: il biotopo del lago di Loppio, la palude della riserva di Seandre, alcuni ruscelli e acquitrini della zona di Manzano, la depressione umida della Bocca del Creer e varie pozze stagionali dei Prati di Nago. Tra i rettili invece la lucertola vivipara (Lacerta vivipara), individuata in un crinale prativo del versante gardesano, l'aspide (Vipera aspis), il marasso (Vipera berus) e il colubro liscio (Coronella austriaca), specie sempre più rara in regione ma accertata in alcune fustaie con abbondante substrato del Varagna e una ceppaia presso Polsa, la cui popolazione qui è ancora ritenuta vitale.

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale