Luigi Lenzini è stato un sacerdote cattolico italiano che prestò servizio nell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola all'inizio del XX secolo. Nato a Fiumalbo nel 1881, compì gli studi teologici a Modena prima della sua ordinazione nel 1904. Durante il suo ministero, ricoprì vari ruoli pastorali in diverse parrocchie. Durante la Seconda Guerra Mondiale, mantenne una ferma posizione contro sia il fascismo che il comunismo. I suoi tentativi di dialogare con i partigiani locali per comprenderne le motivazioni portarono infine a uno scontro fatale con membri del gruppo nel 1945.
Vita e ministero
Dopo l'ordinazione, Lenzini prestò servizio come cappellano e parroco in località come Finale Emilia, Roncosaglia e Montecuccolo. Sebbene avesse brevemente considerato di unirsi ai Redentoristi a Roma, scelse infine di rimanere un sacerdote diocesano. Nel 1941 divenne il parroco di Crocette. Pur opponendosi all'ideologia comunista, cercò di instaurare rapporti con i partigiani locali, una decisione che causò tensioni significative tra lui e i gruppi armati della sua zona.
Morte e venerazione
Nel luglio 1945, dei partigiani comunisti scontenti presero di mira Lenzini nella sua parrocchia. Dopo aver tentato di lanciare un segnale di aiuto dal campanile, fu condotto in un vigneto vicino dove fu ucciso. Nel 2020, Papa Francesco ha riconosciuto che egli morì in odio della fede. Questa dichiarazione ha portato alla sua beatificazione a Modena il 28 maggio 2022, dove viene onorato come beato.