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figura della mitologia ebraica

Lilith

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  • Articolo originale di Factograf
Lilith

Lilith è una figura femminile della mitologia mesopotamica tardo-antica e di quella ebraica. Non compare nella Bibbia ebraica, sebbene la parola ebraica lilit ricorra in Isaia 34,14, dove il suo significato è dibattuto dagli studiosi. La menzione più antica nota di Lilith si trova nei Rotoli del Mar Morto; in seguito appare in fonti mandaiche ed ebraiche, in incantesimi e nel Talmud. Il folklore ebraico medievale la descrive come la prima moglie di Adamo, che fuggì dall'Eden piuttosto che sottomettersi a lui.

Origini ed etimologia

Rilievo Burney, Babilonia (1800–1750 a.C.)
Rilievo Burney, Babilonia (1800–1750 a.C.)
Riproduzione fotografica del Grande Rotolo di Isaia, che contiene un riferimento al plurale liliyyot
Riproduzione fotografica del Grande Rotolo di Isaia, che contiene un riferimento al plurale liliyyot
Coppa da incantesimo con iscrizione aramaica, da Nippur, Mesopotamia, VI–VII secolo
Coppa da incantesimo con iscrizione aramaica, da Nippur, Mesopotamia, VI–VII secolo
Lilith, illustrazione di Carl Poellath del 1886 o anteriore
Lilith, illustrazione di Carl Poellath del 1886 o anteriore
Adamo stringe un bambino in presenza di Lilith, la rapitrice di bambini, affresco di Filippino Lippi nella basilica di Santa Maria Novella, Firenze
Adamo stringe un bambino in presenza di Lilith, la rapitrice di bambini, affresco di Filippino Lippi nella basilica di Santa Maria Novella, Firenze
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Il nome Lilith sembra collegato ai termini accadici lilû e lilītu, che indicano una classe di spiriti demoniaci. Nella credenza mesopotamica, questi erano gli spiriti di adulti e di adolescenti morti prima di potersi sposare o di avere figli. Nelle fonti aramaiche, si ritiene che Lilith combini caratteristiche di questi spiriti con quelle di Lamaštu, un demone che minacciava i bambini e che era anche un succubo. Gli studiosi continuano a discutere su quanto strettamente la figura ebraica segua queste tradizioni più antiche.

Tradizioni successive

La caduta dell'uomo di Cornelis van Haarlem (1592), che mostra il serpente nel Giardino dell'Eden come una donna
La caduta dell'uomo di Cornelis van Haarlem (1592), che mostra il serpente nel Giardino dell'Eden come una donna
Amuleto ebraico medievale destinato a proteggere una madre e il suo bambino da Lilith
Amuleto ebraico medievale destinato a proteggere una madre e il suo bambino da Lilith
Il bacio dell'incantatrice (Isobel Lilian Gloag, c. 1890), ispirato a "Lamia" di Keats, raffigura Lamia come metà serpente e metà donna
Il bacio dell'incantatrice (Isobel Lilian Gloag, c. 1890), ispirato a "Lamia" di Keats, raffigura Lamia come metà serpente e metà donna
Faust e Lilith di Richard Westall (1831)
Faust e Lilith di Richard Westall (1831)
Lady Lilith di Dante Gabriel Rossetti (1866–1868, 1872–1873)
Lady Lilith di Dante Gabriel Rossetti (1866–1868, 1872–1873)
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Coppe e amuleti ebraici da incantesimo provenienti dalla Mesopotamia, databili tra il I e l'VIII secolo, identificano Lilith come un demone femminile e offrono le prime raffigurazioni visive di lei. Alcuni di questi amuleti fungevano da atti di divorzio simbolici, destinati a scacciare una lilith ritenuta infestare una casa o una famiglia. Durante il Medioevo, la leggenda si ampliò attraverso l'Aggadah, lo Zohar e la mistica ebraica, mentre alcune autorità rabbiniche, tra cui Maimonide, ne negarono del tutto l'esistenza.

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Редакція Factograf · Pubblicato 14 ottobre 2026 · In parte basato su Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale