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comune italiano

Lallio

Lallio

L’essenziale

popolazione4133
superficie2,16km²
istanza dicomune italiano
paeseItalia
capitaleLallio
altezza sul mare216m
Tutti i dati del template 21
Stato
Italia
Regione
Lombardia
Provincia
Bergamo
Sindaco
Sara Peruzzini (lista civica Lallio e poi) dal 27-5-2019
Altitudine
216 m s.l.m.
Superficie
2,16 km²
Abitanti
4 263 (31-5-2026)
Densità
1 973,61 ab./km²
Frazioni
nessuna
Comuni confinanti
Bergamo, Dalmine, Stezzano, Treviolo
Cod. postale
24040
Prefisso
035
Fuso orario
UTC+1
Codice ISTAT
016123
Cod. catastale
E422
Targa
BG
Cl. sismica
zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica
zona E, 2 376 GG
Nome abitanti
lalliesi
Patrono
santi Bartolomeo e Stefano
Giorno festivo
prima domenica di settembre

Lallio (Lai in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 4 263 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. È situato nel circondario bergamasco e dista circa 5 chilometri in direzione sud-ovest dal capoluogo orobico. Con la sua piccola estensione, di soli 2,16 km² risulta tra i 100 comuni più piccoli d'Italia, in particolare è il dodicesimo comune più piccolo della Provincia di Bergamo e il trentottesimo comune meno esteso della Lombardia.

Storia

L'origine di Lallio risale all'epoca della dominazione romana, come si evince dal toponimo stesso che deriva dal latino alea, traducibile con il termine di dado.

Si racconta infatti che sul territorio erano presenti piccoli insediamenti adibiti a luoghi di divertimento (tra cui si praticava appunto il gioco dei dadi) in cui i legionari si radunavano durante il periodo invernale: a tal riguardo anche oggi lo stemma comunale raffigura una scacchiera da gioco. In quel periodo si pensa che vi fosse anche un castrum adibito a luogo di avvistamento e ad avamposto difensivo della città di Bergamo.

In epoca medievale, nel paese si verificò un elevato aumento della popolazione ed un conseguente sviluppo delle unità abitative. Ed è a quegli anni che risale il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza: l'11 settembre 875 viene menzionato il territorio di Lalio in un atto contenente il testamento di un abitante del vicino borgo di Stezzano che qui aveva possedimenti territoriali.

In quel periodo il potere era detenuto dal Sacro Romano Impero che, istituendo il feudalesimo, affidò la gestione del territorio alla diocesi di Bergamo. Tuttavia la situazione politica divenne parecchio instabile dal momento in cui cominciarono ad imperversare le battaglie tra guelfi e ghibellini, tanto che su tutto il territorio comunale cominciarono a sorgere numerosi edifici fortificati ed a scopo difensivo, tra cui un castello.

La posizione strategica del paese, considerato una sorta di porta d'accesso al capoluogo orobico, lo rese molto ambito dalle potenze del tempo, tra cui i Suardi, con conseguenti attacchi e battaglie. In una di queste vennero addirittura incendiati sia il castello che la chiesa (situata all'interno del maniero stesso), che allora ricopriva un ruolo molto importante in ambito religioso e giuridico sulle parrocchie vicine, essendo sede plebana ed arcipresbiteriale. La situazione ritornò alla normalità quando, nel corso del XV secolo, il paese venne posto sotto la dominazione della Repubblica di Venezia che, con una serie di importanti decisioni, riuscì a migliorare la condizione sociale ed economica. A tal riguardo, il territorio venne interessato dalla costruzione di canali irrigui, su tutti la roggia Colleonesca, che permisero di incrementare la produzione agricola. Da quel momento non si verificarono più episodi rilevanti sul territorio di Lallio, che seguì le sorti politiche della città di Bergamo.

Durante la seconda guerra mondiale, venne creato un campo di concentramento per i soldati e i disertori catturati dai fascisti o dai nazisti. Il campo si trovava al confine con Lallio, nel quartiere di Grumello del Piano, Bergamo.

Nel dopoguerra invece il paese vide un progressivo abbandono dell'attività rurale, che aveva sempre caratterizzato l'economia locale, a favore di un sempre crescente sviluppo industriale, che ha portato anche un consistente incremento demografico.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati dal consiglio comunale il 4 luglio 1963 e concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 ottobre 1964.

«Troncato: il PRIMO d'azzurro, caricato da un angelo uscente dalla troncatura con le ali d'argento e vestito di rosa; il SECONDO scaccato di cinque file di nero e d'argento, di nove pezzi. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il disegno è stato rinvenuto negli archivi parrocchiali, e in particolare da un'immagine del frontespizio di un inventario del 1707. La scacchiera dovrebbe rappresentare l'etimo del toponimo che deriverebbe dal latino alea, "dado da gioco", poiché la tradizione vuole che i soldati romani trascorressero l'inverno in questa località dedicandosi allo svago e ai passatempi. L'angelo è un riferimento a san Bernardino, a cui è stata intitolata la chiesa più antica risalente al XV secolo.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Uno dei luoghi di maggior richiamo è indubbiamente la chiesa di san Bernardino. Edificata nel corso del XV secolo, presenta un gran numero di opere tra le quali spiccano numerosi episodi della vita di Maria e affreschi opera di Gerolamo Colleoni e da Cristoforo Baschenis il vecchio. Restaurata nel XX secolo, è stata considerata monumento nazionale.

È inoltre presente la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo e Santo Stefano, costruita su progetto di Elia Fornoni nella prima parte del XX secolo in luogo di un altro edificio di culto risalente al XVIII secolo.

Quest'ultima era stata a sua volta edificata per sostituire la precedente parrocchiale del XIV secolo, posta in una posizione troppo decentrata rispetto al principale nucleo abitativo e per questo abbandonata. Successivamente sulle sue rovine venne edificata una cappelletta, denominata "dei mortini", a ricordo delle numerose sepolture avvenute in quel luogo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 358, pari all'8,46% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Economia

L’area industriale di Lallio si sviluppa prevalentemente a sud dell’abitato, lungo la strada provinciale 525. Tra le industrie più grandi troviamo Zanetti Spa, Cartiera Cama, Pentole Agnelli, ONT e Magazzini Esselunga.

Tale estesa industrializzazione, unita alla urbanizzazione residenziale, ha reso Lallio primo comune in provincia di Bergamo e terzo in Lombardia per consumo di suolo, con oltre il 66% del territorio comunale cementificato.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Maurizio Cividini Sindaco
1999 13 giugno 2004 Maurizio Cividini Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Lamberti Adele lista civica Lallio e poi Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Massimo Mastromattei lista civica Lallio e poi Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Massimo Mastromattei lista civica Lallio e poi Sindaco
27 maggio 2019 in carica Sara Peruzzini lista civica Lallio e poi Sindaco

Gemellaggi

Sport

Calcio

La squadra principale di calcio della città è il Lallio Calcio che milita in Prima Categoria.

A Lallio è nato e trascorre i mesi invernali Angelo Domenghini, vincitore negli anni Sessanta di due Scudetti (1964-1965 e 1965-1966) e una Coppa dei Campioni (1964-1965) con'Inter, uno Scudetto con il Cagliari (1969-1970) e un Europeo con la Nazionale Italiana (1968).

Galleria d'immagini

Facciata e campanile della chiesa di San Bernardino
Facciata e campanile della chiesa di San Bernardino
Interno della chiesa di San Bernardino
Interno della chiesa di San Bernardino
2 immagini

Altri progetti

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  • Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Lallio

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale