Francesca Albanese è una giurista e esperta di diritti umani italiana che dal maggio 2022 ricopre il ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. È la prima donna a ricoprire tale incarico. Albanese è laureata in giurisprudenza presso l'Università di Pisa e possiede un master in diritti umani conseguito alla SOAS University of London. Il suo incarico l'ha resa una voce di rilievo e controversa riguardo all'occupazione israeliana, alla condotta di Israele a Gaza e alle responsabilità degli Stati e delle imprese.
Infanzia e formazione

Albanese è nata ad Ariano Irpino, una cittadina della Campania nel sud Italia, nel 1977. I suoi genitori erano interessati alla politica e suo padre era avvocato. Si è laureata in giurisprudenza con lode presso l'Università di Pisa. Ha scelto di non sostenere l'esame di abilitazione alla professione forense, poiché era più interessata ai diritti umani che all'esercizio della professione legale in Italia. Successivamente ha conseguito un master in diritti umani alla SOAS University of London.
Attività come relatrice speciale

Prima della nomina, Albanese ha lavorato per circa un decennio come esperta di diritti umani per le Nazioni Unite, anche presso l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi. Nel suo primo rapporto del 2022 ha raccomandato agli Stati membri delle Nazioni Unite di elaborare un piano per porre fine all'occupazione israeliana e al regime di apartheid. I suoi rapporti successivi, compresi quelli sulla Cisgiordania e su Gaza, hanno suscitato forti reazioni da parte di governi e gruppi di sostegno.
Critiche e sostegno

Le dichiarazioni di Albanese hanno attirato le critiche di funzionari statunitensi e israeliani, di organizzazioni filoisraeliane e di diversi governi europei, che hanno messo in dubbio la sua imparzialità e sollevato preoccupazioni riguardo all'antisemitismo. Albanese ha affermato di non essere mai stata antisemita e che le sue critiche riguardano la condotta di Israele e le violazioni del diritto internazionale. Amnesty International e tre ex relatori speciali sui territori palestinesi occupati l'hanno sostenuta. Nel 2025 gli Stati Uniti le hanno imposto sanzioni, misura temporaneamente sospesa nel 2026 da un provvedimento giudiziario prima di essere ripristinata.
