Il Programma test Apollo-Sojuz (ASTP) fu la prima collaborazione tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica nel settore dei voli nello spazio. Il 17 luglio 1975, una navicella spaziale del programma Apollo ed una capsula Sojuz si agganciarono nell'orbita intorno alla Terra, consentendo ai due equipaggi di potersi trasferire da una navicella spaziale verso l'altra.
Tale missione significò un taglio netto con il passato, che era stato caratterizzato da una vera e propria gara verso lo spazio. In pratica la missione fu frutto della prima collaborazione tra i due programmi spaziali delle due superpotenze che fino a tale momento erano meramente caratterizzati dalla concorrenza dell'uno contro l'altro. La tecnica missilistica era diventata una base fondamentale della corsa all'armamento (anche di carattere atomico) e pertanto la collaborazione pacifica nello spazio fu un chiaro segnale politico della volontà di pace reciproca.
Missione

- La Sojuz 19 sovietica venne lanciata il 15 luglio 1975 dal cosmodromo di Bajkonur. Fu il primo lancio di un razzo sovietico trasmesso in diretta dalle televisioni internazionali.
- Circa sette ore più tardi avvenne il lancio dell'Apollo da Cape Canaveral. Considerando che in quel momento ulteriori due cosmonauti si trovavano a bordo della stazione spaziale sovietica Saljut 4, sette persone si trovavano contemporaneamente nello spazio.
- In orbita intorno alla Terra, il modulo di comando dell'Apollo si agganciò all'apposito adattatore estraendolo dal rivestimento.
- Primo contatto a vista delle due navicelle spaziali il 17 luglio.
- Primo aggancio delle due navicelle con l'Apollo nel ruolo attivo della manovra (ossia è l'Apollo a eseguire la manovra di avvicinamento verso la Sojuz, che invece resta ferma in attesa dell'aggancio).
- In più occasioni gli astronauti passarono da una navicella spaziale verso l'altra. In ogni circostanza comunque almeno un membro del singolo equipaggio rimaneva a bordo della sua navicella.
- Dopo 44 ore di volo con le navicelle agganciate, Apollo e Sojuz si staccarono. Apollo si mise tra il Sole e la Sojuz, creando così un'eclissi solare artificiale per l'equipaggio della Sojuz.
- Seconda manovra d'aggancio. Questa volta è la Sojuz ad assumere il ruolo attivo della manovra. Non vengono comunque eseguiti passaggi degli equipaggi da una navicella verso l'altra nonostante l'aggancio riuscito perfettamente.
- Tre ore più tardi: distacco definitivo.
- Sojuz 19 lasciò l'orbita terrestre ed atterrò il 21 luglio 1975 nel deserto del Kazakistan. Pure questo atterraggio venne trasmesso in diretta per la prima volta dalle televisioni internazionali.
- La capsula dell'Apollo atterrò nelle acque dell'Oceano Pacifico il 24 luglio 1975 e venne recuperata dalla portaerei USS New Orleans.
La catastrofe scampata per poco
A causa dell'assommarsi di diverse circostanze sfortunate, nonché di errori dell'equipaggio, durante il rientro della capsula Apollo fu evitata per poco una tragedia che sarebbe potuta costare la vita ai tre astronauti. Durante le manovre di rientro venne omesso l'azionamento di due interruttori che avrebbero attivato automaticamente il sistema di atterraggio. Ad un'altezza di ca. 7300 m, i paracadute di riserva si sarebbero dovuti aprire in automatico ma non lo fecero, probabilmente a causa dell'omissione predetta. L'equipaggio notò il malfunzionamento ed attivò manualmente tale funzione a un'altezza di 7000 m. Ciò avrebbe dovuto bloccare anche i getti di stabilizzazione, i quali al contrario si accesero nuovamente a causa della posizione instabile e non corrispondente ai programmi. Per effetto di tale combinazione la capsula iniziò a dondolare, e solo dopo circa 30 secondi l'equipaggio fu in grado di spegnere manualmente gli stabilizzatori.
Durante il rientro, dei gas tossici erano penetrati all'interno dell'abitacolo della capsula a causa di una valvola erroneamente aperta. Anche i paracadute principali non si aprirono automaticamente; l'astronauta Brand fu comunque in grado di azionarli manualmente all'altezza di circa 2700 m. In conseguenza di ciò l'ammaraggio fu abbastanza violento e la capsula si trovò in posizione capovolta. Fu nuovamente Brand ad azionare il congegno di rialzo della capsula prima di perdere i sensi. Stafford riuscì a far indossare all'astronauta privo di sensi una maschera d'ossigeno e, non appena la capsula si fu raddrizzata, ad aprire il portellone della capsula facendo così defluire rapidamente i gas tossici all'esterno ed entrare aria fresca. L'equipaggio dovette comunque rimanere in osservazione per due settimane in ospedale.
Gli effetti della missione
La missione fu l'ultimo volo di una capsula Apollo e del razzo vettore Saturn IB. Per più di 40 anni, fino alla missione SpaceX Crew Dragon Demo 1 del 2019, rimase l'ultima navicella spaziale americana con equipaggio ad ammarare appesa ad un apposito paracadute. Dal punto di vista americano, la missione ASTP fu la conclusione dell'epoca di missioni nello spazio con equipaggio eseguite con razzi vettori monouso. Seguì un periodo di sei anni, durante il quale non vennero più eseguiti lanci di equipaggi americani, fino a quando nel 1981 venne dato l'inizio al nuovo programma dello Space Shuttle.
L'ASTP rimase pertanto un'azione unica delle due superpotenze nel settore spaziale; fu il risultato di una comune collaborazione tra enti dell'Unione Sovietica e degli Stati Uniti d'America. Solo dopo vent'anni di reciproco "congelamento" dei rapporti venne iniziata una nuova collaborazione con l'avvio del programma Shuttle-Mir.
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