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Leucos aula

Leucos aula

L’essenziale

istanza ditaxon
nome scientificoLeucos aula
livello tassonomicospecie
Tutti i dati del template 17
Dominio
Eukaryota
Regno
Animalia
Sottoregno
Eumetazoa Bilateria
Superphylum
Deuterostomia
Phylum
Chordata
Subphylum
Vertebrata
Infraphylum
Gnathostomata
Superclasse
Ittiopsidi
Classe
Actinopterygii
Sottoclasse
Neopterygii
Infraclasse
Teleostei
Superordine
Ostariophysi
Ordine
Cypriniformes
Superfamiglia
Cyprinoidea
Famiglia
Cyprinidae
Genere
Leucos
Specie
L. aula

Il triotto (Leucos aula Bonaparte, 1841) è un pesce osseo d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei ciprinidi.

Distribuzione e habitat

È una specie endemica dei corsi d'acqua della Pianura Padana, è presente anche in alcuni fiumi dell'Istria slovena e croata e in alcuni torrenti nei pressi di Zara, sempre in Croazia.

È stato introdotto in molti corsi d'acqua dell'Italia peninsulare e della Sardegna dove ha formato popolazioni stabili (fenomeno noto come transfaunazione). In particolare nel lago Trasimeno ha del tutto soppiantato l'autoctona rovella portandola all'estinzione locale.

Predilige acque stagnanti o a corrente lentissima con ricca presenza di vegetazione acquatica come stagni, laghi, canali, tratti bassi dei fiumi nella zona dei ciprinidi fitofili. Evita acque fredde o con corrente viva, ciò nonostante si conoscono popolazioni fino a 2000 metri di quota.

Descrizione

Ha corpo affusolato ma relativamente alto e compresso lateralmente; gli occhi sono grandi, la testa piccola e la bocca piccola, in posizione frontale e leggermente inferiore. Questa specie durante il periodo riproduttivo non sviluppa i tubercoli nuziali. La livrea è argentea con tonalità verdastre sul dorso e con una striscia scura (spesso con riflessi violacei) sul fianco che parte dall'opercolo branchiale e giunge al peduncolo caudale. L'iride dell'occhio è rossa (ma vi possono essere esemplari o intere popolazioni in cui questo colore è poco visibile) mentre le pinne sono incolori o verdastre, talvolta con tonalità giallastre ma non hanno mai colore rosso o arancio. L'affine rovella è simile ed è endemica del versante tirrenico dell'Italia centrale (ma introdotta altrove), si distingue principalmente per l'occhio che non è mai rosso, le pinne hanno quasi sempre tonalità rossastre, il corpo è meno alto e compresso e i maschi in epoca riproduttiva hanno i tubercoli nuziali.

La taglia, maggiore nelle femmine, è mediamente sui 10-15 cm, eccezionalmente raggiunge i 20 cm e il record noto è di 26 cm.

Comportamento

È un pesce gregario che forma banchi anche assai grandi, spesso frammisto ad altri ciprinidi di simili dimensioni.

Riproduzione

Il periodo riproduttivo è la tarda primavera, soprattutto nel mese di giugno. La a deposizione delle uova avviene in gruppetti composti da una femmina e alcuni maschi. Le uova sono deposte in acqua poco profonda, sulle piante acquatiche, a cui si attaccano. Si tratta di un pesce estremamente prolifico: la femmina può deporre fino a 100.000 uova. La maturità sessuale è raggiunta a un anno per i maschi e a due per le femmine ma talvolta non avviene prima dei 3 anni. Si può ibridare con l'alborella e con l'alloctono gardon.

Alimentazione

Ha dieta onnivora, nutrendosi di materiale vegetale, specie alghe bentoniche, larve di insetti e altri invertebrati bentonici.

Conservazione

Si tratta di una specie assai comune sia nell'areale naturale che laddove introdotta, le popolazioni non mostrano segni di rarefazione. Può esserci qualche impatto a causa dell'introduzione di specie aliene come Rutilus rutilus, Ctenopharyngodon idella e Silurus glanis, soprattutto nei laghi. La Lista rossa IUCN la classifica come "a rischio minimo".

Specie aliena

A causa della sua introduzione nell'areale dell'affine rovella (dove prima non era presente) si sono trovate in simpatria le due specie. Si è verificato un certo differenziamento dell'habitat fra le due, infatti la rovella è prevalente nei corsi d'acqua in cui c'è un minimo di corrente, dove la vegetazione è più scarsa e dove il fondo è più sabbioso mentre il triotto prevale nelle acque ferme, ricche di vegetazione sommersa ed a fondo fangoso o terroso. Comunque la sua introduzione ha prodotto una netta rarefazione della rovella.

Pesca

È molto conosciuto dai pescatori come pesce da gara o come cattura adatta a pescatori alle prime armi vista la facilità con cui abbocca, ma poco apprezzate risultano le sue carni, scadenti, liscosissime e poco consistenti. In qualche località se ne fanno fritture. Viene talvolta utilizzato come esca viva. Viene spesso confuso e scambiato per altri pesciolini suoi simili (alborella, rovella, scardola).

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale