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minerale

Glaucodoto

Glaucodoto
Tutti i dati del template 17
Classificazione Strunz (ed. 10)
2.EB.10c
Formula chimica
(Co0,5Fe0,5)AsS
Sistema cristallino
ortorombico
Classe di simmetria
dipiramidale
Parametri di cella
a = 14,158(1) Å, b = 5,6462(4) Å, c = 3,3196(2) Å, V = 265,37 ų, Z = 6
Gruppo puntuale
2/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale
Pmn21 (nº 31)
Densità misurata
6,055 g/cm³
Densità calcolata
6,155 g/cm³
Durezza (Mohs)
5
Sfaldatura
perfetta secondo {010}, meno secondo {101}
Frattura
fragile, scabra
Colore
dal bianco stagno grigiastro al bianco argento rossastro
Lucentezza
metallica
Opacità
opaca
Striscio
nero
Diffusione
abbastanza raro

Il glaucodoto (simbolo IMA: Gl) è un minerale non molto diffuso del gruppo dell'arsenopirite appartenente alla famiglia dei "solfuri e solfosali"; possiede composizione chimica (Co0,5Fe0,5)AsS.

Da un punto di vista chimico è un solfuro di cobalto, ferro e arsenico; il rapporto cobalto:ferro(II) è tipicamente di 3 a 1 con tracce di nichel come sostituente. Forma una serie di cristalli misti con l'arsenopirite (FeAsS).

Etimologia e storia

Il minerale è stato chiamato in questo modo nel 1849 da Johann Friedrich August Breithaupt e Karl Friedrich Plattner dalle parole greche γλαυκός ('glaukos', azzurro cielo) e δίδω ('dido', dare), a causa del suo utilizzo nella produzione del vetro smaltato blu (il colore blu è dato dalla presenza nel minerale del cobalto Co2+).

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca il glaucodoto nella classe "2. Solfuri e solfosali" e nella sottoclasse "2.E Solfuri metallici, M: S ≤ 1:2"; questa è suddivisa più finemente in base al rapporto M(etallo):S(sulfur, cioè zolfo) e alla composizione chimica del minerale, in modo tale da trovare il glaucodoto nella sezione "2.EB M:S = 1:2, con Fe, Co, Ni, PGE, ecc." dove è l'unico membro del sistema nº 2.EB.10.c.

Tale classificazione viene mantenuta anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata anche Classificazione Strunz-mindat.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß il glaucodoto si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismutidi)" e nella sottoclasse dei "solfuri con [rapporto] metallo: S,Se,Te < 1:1"; qui forma il "gruppo dell'arsenopirite" con il numero di sistema II/D.22 insieme ad arsenopirite, gudmundite, ruarsite, osarsite e alloclasite.

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca il glaucodoto nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "minerali solfuri" e nella sottoclasse dei "solfuri – compresi seleniuri e tellururi – con la composizione AmBnXp, con (m+n):p=1:2" dove forma il sistema nº 02.12.06 insieme all'alloclasite.

Abito cristallino

Il glaucodoto cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pmn21 (gruppo nº 31) con i parametri di cella a = 14,158(1) Å, b = 5,6462(4) Å e c = 3,3196(2) Å, oltre ad avere 6 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura

Il glaucodoto è stato trovato in depositi profondi di origine idrotermale ad alta temperatura; la paragenesi è con calcopirite, cobaltite e pirite.

Il minerale è stato trovato in numerosi siti sparsi per il mondo, ma in scarse quantità, pertanto è un minerale considerato raro. Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera "Los Colorados" presso Huasco, nell'omonima provincia (regione di Atacama, in Cile).

Forma in cui si presenta in natura

Il glaucodoto si presenta in cristalli prismatici per allungamento paralleli a [001], meno comunemente parallelamente a [010] e striati parallelamente a [001], di dimensioni fino a 7 cm.

Il minerale è opaco, con lucentezza metallica; il colore va dal bianco stagno grigiastro al bianco argento rossastro, mentre quello del suo striscio è nero.

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale