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regista teatrale italiano (1921-1997)

Giorgio Strehler

Giorgio Strehler

L’essenziale

data di nascita14 agosto 1921
data di morte25 dicembre 1997
scuola frequentataAccademia dei Filodrammatici
occupazioneregista teatrale, politico, direttore teatrale
luogo di nascitaBarcola
luogo di morteLugano
datore di lavoroPiccolo Teatro
carica ricopertapresidente della giuria del festival di Cannes
membro del partito politicoPartito Socialista Italiano
premio ricevutoCavaliere della Legion d'Onore
Tutti i dati del template 13
Durata mandato
2 luglio 1987 –22 aprile 1992
Legislatura
X
Gruppoparlamentare
Sinistra Indipendente
Circoscrizione
Lombardia
Collegio
Milano VI
Durata mandato
26 settembre 1983 –23 luglio 1984
Legislatura
I
Gruppoparlamentare
Partito del Socialismo Europeo
Circoscrizione
Italia nord-occidentale
Partito politico
PSI (1979-1984)Sinistra Indipendente (1987-1992)
Titolo di studio
Laurea ad honorem in lettere
Università
Accademia dei filodrammaticiUniversità degli Studi di Pavia
Professione
Regista teatrale

Biografia

Strehler in scena con Milva nel 1968
Strehler in scena con Milva nel 1968

Nacque a Trieste nel 1921, figlio di Bruno, di origini viennesi, e di Albertina Lovrich, nata a Zara. Figura della storia del teatro, frequentò l'Accademia dei Filodrammatici di Milano sotto la guida di Gualtiero Tumiati, diplomandosi nel 1940. Con l'entrata in guerra dell'Italia, il futuro regista si rifugia a Mürren, in Svizzera, utilizzando il cognome francese della nonna, Firmy. A Mürren fu scritto il prologo di una grande pagina del cinema italiano: Dino Risi, Giorgio Strehler e Franco Brusati, durante il loro internamento, diedero vita ad un sogno comune e fondarono un Cine Club.

Nel 1944 viene catturato dai nazifascisti e incarcerato per sette giorni. Questa esperienza ha ispirato la canzone Ma mi..., di cui ha composto il testo, musicato da Fiorenzo Carpi. Giorgio Strehler ha dichiarato che Ma mi... non è una canzone della Resistenza, ma una canzone che parla della resistenza, del non tradire, del sapere resistere e dire di no.

Strehler fondò, insieme a Nina Vinchi e Paolo Grassi, il Piccolo Teatro di Milano, situato in via Rovello ed inaugurato il 14 maggio 1947 con lo spettacolo L'albergo dei poveri di Maksim Gor'kij. Nella sua lunga attività, Strehler si collega alla tradizione italiana ed europea, e alle più recenti teorie novecentesche dell'arte drammatica, con riferimento alle lezioni, tra gli altri, di Bertolt Brecht, Antonin Artaud e Louis Jouvet. Attenzione viene data all'uso dello spazio scenico, dei ritmi spettacolari e all'illuminazione.

In accordo con la categoria proposta da Luigi Squarzina e accolta dalla teatrografia successiva, il lavoro di Strehler rientra nei canoni della "regia critica": nei suoi spettacoli il regista cerca di restituire dignità al passato eseguendo un'interpretazione rispettosa del testo e della volontà dell'autore. Attraverso un approfondito lavoro di ricerca storica, egli cerca di raggiungere lo spirito originario dell'opera, ripulendola dei cascami della tradizione. Nel centro dell'interesse del regista sono sempre la storia, l'essere umano e le sue azioni. Nel 1971 gli è stato conferito il premio San Giusto d'Oro dai cronisti del Friuli-Venezia Giulia.

Nel 1985 verrà arrestato per detenzione di stupefacenti, uso che riguarderà anche Ornella Vanoni. Fra i suoi più strenui difensori vi fu l'attore dialettale ed amico Piero Mazzarella. Da questo fatto sarà in seguito completamente scagionato ammettendo l'uso personale per motivi di salute. In quello stesso anno il governo francese gli mette a disposizione il Teatro Odeon: diverrà Il Teatro d'Europa, che dirigerà, avendo per collaboratori il critico Renzo Tian e il "teatrologo" croato (jugoslavo, all'epoca) e regista Peter Selem. Nel 1990, il passo successivo, con la fondazione, assieme a Jack Lang, dell'Unione dei Teatri d'Europa, un'associazione a scopo culturale, con la volontà di fondere esperienze teatrali comunitarie sotto il segno degli scambi culturali. Nello stesso anno gli viene assegnato il premio Europa per il teatro. Fu parlamentare europeo del Partito Socialista Italiano, subentrato nel settembre 1983 a Bettino Craxi. Nel 1987 venne eletto al Senato con la Sinistra indipendente. È stato insignito della Legion d'onore (la massima onorificenza attribuita dalla Repubblica Francese) dall'allora presidente François Mitterrand. Regolarmente tornava a soggiornare a Lugano nel suo appartamento nel quartiere di Castagnola con vista sul golfo del Ceresio.

Il 23 novembre 1992 ha ricevuto dall'Università degli Studi di Pavia una laurea honoris causa in lettere. Nel 1993 verrà processato dal Tribunale di Milano, su richiesta del pubblico ministero Fabio De Pasquale, con l'accusa di truffa e malversazione relativa all'utilizzo di contributi del Fondo sociale europeo. Nel 1995 verrà completamente scagionato ed assolto in quanto "il fatto non sussiste". Il procedimento giudiziario aveva determinato una forte reazione dell'artista, che aveva annunciato "mi dimetto da italiano" trasferendosi a Lugano ed annunciando che sarebbe rientrato in Italia solo da innocente.

Morì a Lugano la notte di Natale del 1997, durante le prove del Così fan tutte. Questa sarebbe stata la sua prima regia al nuovo Piccolo Teatro di largo Greppi, che egli non inaugurerà mai. I funerali con grande partecipazione di cittadini e di autorità si svolsero due giorni dopo a Milano partendo dalla sede di via Rovello del Piccolo Teatro. Le sue ceneri sono conservate nel cimitero monumentale di Sant'Anna, a Trieste, sua città natale.

Omaggi

Il 10 ottobre 2005 gli è stata dedicata la via attigua al Politeama Rossetti a Trieste.

In occasione del decennale della morte, il comune di Trieste ha realizzato un'esposizione dedicata al profilo "privato" del regista. Ideata da Roberto Canziani, l'esposizione comprende oggetti e fotografie personali, lettere, libri, documenti privati, giocattoli d'infanzia donati dalle eredi, Andrea Jonasson e Mara Bugni, e custoditi adesso nel "Fondo Strehler" del Civico Museo teatrale Carlo Schmidl.

La ricerca sulle radici viennesi e balcaniche delle famiglie Strehler (linea paterna) e Lovrich (linea materna) permette di far luce sulla formazione intellettuale e civile dell'artista, e mette in rilievo tratti finora poco noti della sua personalità. Oggi il teatro di largo Greppi, che ne salutò le spoglie con l'ouverture di Così fan tutte il giorno dei funerali, si chiama "Teatro Giorgio Strehler".

Il Comune di Milano gli ha intitolato una via, perpendicolare a Via Garibaldi.

Teatro

Strehler-Sastre-Brecht, La storia della bambola abbandonata, locandina
Strehler-Sastre-Brecht, La storia della bambola abbandonata, locandina

Regista

Attore

  • L'uomo dal fiore in bocca (1943)
  • L'albergo dei poveri (1947)
  • Elvira, o della passione teatrale (1987)
  • Faust (1988)

Opera lirica

Opere letterarie

Scritti, note di regia, interviste

Le date si riferiscono alla pubblicazione.

  • L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, 1961.
  • Schweyk nella seconda guerra mondiale di Bertolt Brecht, a cura di Luigi Lunari e Raffaele Orlando, 1962.
  • Il re Lear di Shakespeare, 1973.
  • Santa Giovanna dei macelli di Brecht, 1974.
  • Per un teatro umano. Pensieri scritti, parlati e attuati, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1974.
  • Io, Strehler. Una vita per il teatro., Rusconi, 1986.
  • Shakespeare, Goldoni, Brecht, Edizioni Piccolo Teatro di Milano/Teatro d'Europa, 1988.
  • Inscenare Shakespeare, Bulzoni Editore, 1992.
  • Lettere sul teatro, Archinto, 2000.
  • Due volte sola. Tre soggetti cinematografici, Nino Aragno Editore, 2000.
  • La storia della bambola abbandonata da Alfonso Sastre e Bertolt Brecht, Archinto Editore, 2001.
  • Intorno a Goldoni. Spettacoli e scritti, a cura di Flavia Foradini, Ugo Mursia Editore, 2004
  • Memorie. Copione da Carlo Goldoni, Le Lettere Editore, 2005.
  • Il Maestro e il suo dottore. Strehler, Milano, il Piccolo, Edizioni Melquìades, 2007
  • Nessuno è incolpevole, Melampo 2007.
  • Strehler privato. Carattere affetti passioni, a cura di Roberto Canziani, contributi e catalogo della mostra, Edizioni Comune di Trieste, 2007.
  • Mémoires. Sceneggiature per l'originale televisivo sulla vita di Carlo Goldoni, a cura di Paolo Quazzolo, Marsilio, 2013.
  • Lettere agli italiani, a cura di Giovanni Soresi, il Saggiatore, Milano, 2021.

Riconoscimenti

Premio Europa per il Teatro

Nel 1990 fu insignito, a Taormina, del III Premio Europa per il teatro, con la seguente motivazione:

«L’opera di Giorgio Strehler, al quale la giuria ha attribuito all’ unanimità il Premio Europa per il Teatro 1990, è una pietra angolare dell'edificio del teatro europeo così come si è andato configurando nel dopoguerra.

Opera non soltanto di regista, ma di direttore e animatore, attore, scrittore, traduttore, pedagogo, propugnatore di una globale "idea di teatro" radicata nel tessuto sociale e politico, che si è riverberata sull'intera cultura teatrale europea. Diversi aspetti di una personalità che convergono nella unicità di un’azione costantemente tesa alla costruzione delle strutture di un teatro europeo, inteso come laboratorio comune di iniziative ed esperienze, manifestatasi prima nel Piccolo Teatro di Milano poi nella fondazione nel primo organismo teatrale europeo, quel Théâtre de l’Europe di cui Strehler fu chiamato ad assumere la responsabilità, oggi dilatata a una dimensione ancora più vasta nel quadro delle trasformazioni che hanno investito il nostro continente e di cui la cultura teatrale è stato uno dei propulsori.»

Onorificenze

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale