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pittore italiano

Francesco De Mura

Francesco De Mura

L’essenziale

data di nascita21 aprile 1696
data di morte19 agosto 1782
occupazionepittore
luogo di nascitaNapoli
luogo di morteNapoli
Allegoria delle arti, al Louvre di Parigi.
Allegoria delle arti, al Louvre di Parigi.

Francesco De Mura (Napoli, 21 aprile 1696 – Napoli, 19 agosto 1782) è stato un pittore italiano, di scuola napoletana; può senz'altro essere considerato un esponente di rilievo del Rococò italiano.

Biografia

Era il figlio di Giuseppe, commerciante di lane, e Anna Linguito.

Dopo aver frequentato per circa un anno la bottega di Domenico Viola, a partire dal 1708 entrò a far parte dello studio di Francesco Solimena, dove rimase fino al 1730. L'influenza del Solimena e della sua tecnica pittorica si vede in maniera evidente nei dipinti risalenti al periodo 1720-30, tra i quali è da annoverare il Cristo morto in croce con san Giovanni del 1713 dipinto nella Chiesa di San Girolamo alle Monache. Nell'Immacolata e angeli (1715-1718), dipinta per la Chiesa di Santa Maria Porta Coeli a Napoli (ora nella Sacrestia del Divino Amore), già si vede il suo distacco dallo stile di Mattia Preti (impartitogli da Domenico Viola) verso un graduale schiarimento della sua tavolozza. Nel Sant'Antonio da Padova della pinacoteca del Pio Monte della Misericordia e nella Madonna col Bambino e San Domenico del Museo Duca di Martina (Villa Floridiana) si procede verso il Rococò e il metodo di Luca Giordano. Verso il 1723 gli furono commissionate le tre tele per la cappella di San Paride nella cattedrale di Teano, prima delle sue più grandi commissioni. Nel 1727 sposò Anna d'Ebreù. A partire dal 1728, con i dipinti per la Chiesa di Santa Maria Donnaromita il De Mura iniziò a mostrare un percorso pittorico più personale, forse anche influenzato dalle tematiche arcadiche in voga a Napoli in questo periodo.

Dal 1741 al 1743 soggiornò a Torino dove ebbe modo di conoscere il pittore Corrado Giaquinto e l'architetto Benedetto Alfieri.

Tornato a Napoli fu accolto da un vasto consenso al punto da essere ricevuto alla corte spagnola e mantenne contatti con diversi artisti attivi soprattutto a Roma, in particolare con il pittore francese Pierre Subleyras. Con la sua tecnica cromatica influenzò i contenuti realistici tipici del classicismo-rococò il Settecento artistico napoletano. La scuola barocca, in particolare dei maestri Francesco Solimena e Luca Giordano, è evidente nelle sue opere laiche - quali gli affreschi dei palazzi reali di Torino e Napoli - ed ecclesiastiche, come l'Epifania nella Nunziatella a Napoli, la decorazione della Chiesa di Santa Chiara a Napoli e la Moltiplicazione dei pani nella cattedrale di Foggia.

Alla sua morte lasciò tutte le opere e i bozzetti in suo possesso alla storica istituzione di carità del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Nella sua fiorente bottega si formarono quattro protagonisti dell'ultima fase della stagione rococò a Napoli (in quanto molto attivi nella decorazione degli edifici borbonici e degli appartamenti della migliore aristocrazia napoletana): Pietro Bardellino, Fedele Fischetti, Giacinto Diano e Girolamo Starace-Franchis. Altri allievi comunque validi, ma impegnati a soddisfare committenze meno rilevanti furono: Oronzo Tiso, Nicola Peccheneda, Nicola Menzele (1725-1789), Vincenzo Cannizzaro, Vincenzo De Mita (1751-1828), Francesco Palumbo, Luigi Velpi e Giovanni Cosenza.

Opere

Carità, all'Art Institute di Chicago.
Carità, all'Art Institute di Chicago.
Ritratto del conte James Joseph O'Mahoney, al Fitzwilliam di Cambridge.
Ritratto del conte James Joseph O'Mahoney, al Fitzwilliam di Cambridge.
Adorazione dei pastori, presso la chiesa di San Nicola alla Carità di Napoli.
Adorazione dei pastori, presso la chiesa di San Nicola alla Carità di Napoli.
Volta della chiesa dei Santi Severino e Sossio affrescata dal De Mura.
Volta della chiesa dei Santi Severino e Sossio affrescata dal De Mura.
4 immagini

Napoli

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale