Dmitrij Peskov è un diplomatico russo che dal 2012 ricopre l'incarico di portavoce del presidente Vladimir Putin. Nato a Mosca nel 1967, si laureò in storia e studi orientali nel 1989 e nello stesso anno entrò nel ministero degli Esteri sovietico. Trascorse gran parte degli anni Novanta e dei primi anni Duemila in incarichi diplomatici, prima di entrare a far parte del servizio stampa presidenziale, dove da allora è la voce pubblica del Cremlino su importanti questioni internazionali e interne.
Primi incarichi diplomatici



Peskov lavorò presso l'ambasciata sovietica ad Ankara, in Turchia, a partire dal 1990, passando nei due anni successivi da assistente amministrativo a primo segretario. Nel 1994 tornò al ministero degli Esteri russo a Mosca e nel 1996 fu nuovamente assegnato ad Ankara. Nel 2000 passò al servizio stampa del presidente russo, dove ricoprì diversi incarichi, tra cui quello di primo vicesegretario stampa dal 2004 al 2008. Anche il padre, Sergej, fu ambasciatore russo in Pakistan e in Oman.
Ruolo di portavoce presidenziale



Nel 2008 Peskov divenne segretario stampa del primo ministro Viktor Zubkov e nel maggio 2012 assunse il ruolo di portavoce presidenziale, quando Putin tornò alla presidenza. È stato criticato per alcune dichiarazioni rilasciate durante le proteste del 2011-2013 e per le sue affermazioni sull'invasione dell'Ucraina del 2022, incluse le smentite sugli attacchi contro obiettivi civili e i commenti sulle armi nucleari. Il suo ufficio attirò inoltre l'attenzione nel 2016 per i contatti con Michael Cohen, avvocato personale di Donald Trump.
