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dio dell'erotismo e della bellezza della mitologia romana

Cupido

Cupido
Amor e Psyche. Scultura romana su modello greco risalente al II secolo d.C. conservata all'Altes Museum di Berlino. La vicenda di Amor e Psyche è narrata nelle Metamorfosi di Apuleio (II d.C.). Il dio Amor (Eros) si innamora della bellissima fanciulla Psyche…
Amor e Psyche. Scultura romana su modello greco risalente al II secolo d.C. conservata all'Altes Museum di Berlino. La vicenda di Amor e Psyche è narrata nelle Metamorfosi di Apuleio (II d.C.). Il dio Amor (Eros) si innamora della bellissima fanciulla Psyche…
Particolare del calco in gesso della fronte del "Sarcofago Mattei" (III secolo d.C.), conservato presso il Museo della civiltà romana. L'originale del calco è murato nello scalone principale di Palazzo Mattei. Questa fronte del sarcofago, in cui in questa…
Particolare del calco in gesso della fronte del "Sarcofago Mattei" (III secolo d.C.), conservato presso il Museo della civiltà romana. L'originale del calco è murato nello scalone principale di Palazzo Mattei. Questa fronte del sarcofago, in cui in questa…
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Cupìdo (Desiderio, pl. Cupidines) o Amor (Amore, pl. Amores) sono le denominazioni in lingua latina di Eros, dio dell'amore divino e del desiderio sessuale appartenente al pantheon della religione e della mitologia greca.

Da tener presente che:

«Un tale dio non ha niente a che fare con la religione romana, né per quanto riguarda un suo culto (salvo, talora, come paredro della propria madre Venere o in pratiche private): deriva piuttosto dalla poesia e dall'arte greca, e in particolare dalla rappresentazione che di esso aveva diffuso la cultura ellenistica (un fanciullo alato, spesso capriccioso, con arco e frecce).»

(Dizionario della civiltà classica ( a cura di F.Ferrari, M. Fantuzzi, M.C. Martinelli, M.S. Mirto). Milano, Rizzoli, 2001, vol.1, p. 719)

Nella letteratura latina

Riprendendo miti di origine greca, Cicerone riporta che:

(latino)
«Cupido primus Mercurio et Diana prima natus dicitur, secundus Mercurio et Venere secunda, tertius qui idem Anteros Marte et Venere tertia»
(italiano)
«Il primo Cupido si dice che sia figlio di Mercurio e della prima Diana, il secondo di Mercurio e della seconda Venere, il terzo che è lo stesso che Antero, di Marte e della terza Venere.»

(Cicerone, De natura deorum, III, 23. Traduzione di Cesare Marco Calcante, pp. 356-359)

Riguardo ad Amor, riprendendo Esiodo ed Igino e venendo poi ripreso da Virgilio, sempre Cicerone evidenzia:

(latino)
«qui si est deus, patrem quoque eius Caelum esse deum confitendum est. Quod si ita est, Caeli quoque parentes di habendi sunt Aether et Dies eorumque fratres et sorores, qui a genealogis antiquis sic nominantur Amor, Dolus, Metus, Labor, Invidentia, Fatum, Senectus, Mors, Tenebrae, Miseria, Querella, Gratia, Fraus, Pertinacia, Parcae, Hesperides, Somnia; quos omnis Erebo et Nocte natos ferunt.»
(italiano)
«E se Saturno è un dio, bisogna ammettere che anche suo padre, il Cielo, sia un dio. Ma se è così, anche Etere e Giorno, i genitori di Cielo, devono essere considerati dei, e anche i loro fratelli e le loro sorelle chiamati nelle antiche genealogie Amore, Inganno, Timore, Fatica, Invidia, Fato, Vecchiaia, Morte, Tenebre, Miseria, Lamento, Favore, Frode, Pertinacia, Parche, Esperidi, Sogni, e tutti costoro, secondo la tradizione, nacquero da Erebo e da Notte.»

(Cicerone, De natura deorum, III, 18. Traduzione di Cesare Marco Calcante, pp. 340-341)

Nell'arte successiva

Araldica

In araldica Cupido, detto anche amorino, è rappresentato come un bambino, con due ali sulla schiena, munito di un arco e di una faretra piena di frecce.

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale