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venditore ambulante porta a porta di vari prodotti

Colportore

Colportore

Colportore (in francese colporteur), era un venditore ambulante, specialmente di libri, immagini, stampe, canzoni.

Il colportore è stato una figura abituale delle fiere, dei mercati di campagna e dei piccoli centri urbani nell'Antico regime e successivamente. Con il suo sacco di libri, percorreva lunghi viaggi, soffermandosi nei luoghi di più ampia concentrazione.

Letteratura popolare

La vendita di libretti, fogli volanti e canzoni nelle strade implicava spesso una loro presentazione pubblica, una sorta di messa in scena accompagnata da pannelli illustrativi che raffiguravano le storie proposte, attirando l’attenzione dei passanti e invogliandoli all’acquisto. Il colportore, figura oggi scomparsa, era in passato assimilabile a un vero e proprio cantastorie: narrava storie, miracoli, episodi di cronaca nera o leggende popolari, mescolando recitazione e canto.

Attraverso la lettura ad alta voce e la rappresentazione nelle piazze, questi venditori itineranti favorivano la diffusione di una vasta gamma di testi, acquistabili per pochi soldi. Stampati su carta economica e rilegati in modesti libretti, tali pubblicazioni costituivano una sorta di biblioteca popolare che riproponeva, in forma semplificata, i grandi romanzi del Cinquecento e della tradizione cavalleresca – come I Reali di Francia, I quattro figli di Aimone o Il Guerrin Meschino – accanto a leggende sentimentali e morali, come quelle di Pia de’ Tolomei o Ginevra degli Almieri.

Accanto a queste opere di fantasia, circolavano anche almanacchi come il Casamia o il Barbanera, lunari, raccolte di profezie, trattati di medicina popolare, manuali di comportamento e segretari d’amore, nonché biografie di santi e racconti di miracoli, che univano intrattenimento, fede e sapere pratico.

Propaganda e fede

I colportori non si limitavano a vendere libri e opuscoli a basso costo destinati all’intrattenimento popolare, ma diffondevano anche consigli pratici e modelli di vita morale. Essi furono intermediari per la circolazione di idee e movimenti culturali: diffusero edizioni clandestine nel Settecento illuminista, sostennero la propaganda rivoluzionaria francese e, in Italia, promossero gli ideali del Risorgimento e la fede cristiana.

Durante la rivoluzione francese, i colportori contribuirono alla diffusione dei mauvais livres, opuscoli proibiti che miravano a screditare la monarchia e la cultura dominante. Più che i giornali o i catechismi politici, furono le canzoni popolari, stampate su fogli volanti e accompagnate dalla musica, a influenzare profondamente l’opinione pubblica.

Anche in Italia, nel periodo delle guerre d’indipendenza, i colportori divennero strumenti di diffusione delle idee patriottiche e, successivamente, della cultura evangelica. Dopo l’Unità, i colportori evangelici (sostenuti da società bibliche e da editori come la Claudiana) percorrevano il Paese a piedi, portando con sé Bibbie, commentari, racconti edificanti e almanacchi.

Pur operando in contesti spesso ostili, questi venditori-evangelisti contribuirono significativamente alla diffusione di una nuova visione della fede e della cultura religiosa nell’Italia dell’Ottocento.

Il colportage e le reti di circolazione

Il venditore ambulante e la morte. Serie di stampe di danza della morte. Anversa, 1651
Il venditore ambulante e la morte. Serie di stampe di danza della morte. Anversa, 1651

Le reti di distribuzione create dai colportori potevano essere locali o estendersi a livello nazionale ed europeo, come dimostrano gli esempi dei librai ambulanti provenienti dalle valli alpine francesi del Delfinato e dei tesini di Bassano.

  • I colportori di Briançon

Nel Settecento gli abitanti di Briançon conquistarono un ruolo centrale nel commercio di materiali a stampa nel Sud Europa, in particolare in Spagna e Portogallo. Gestivano non solo libri, ma anche carte geografiche, stampe, tessuti, orologi e accessori. Aprirono oltre cento botteghe tra Portogallo, Spagna, Sud della Francia e Italia, collaborando con i grandi editori svizzeri come i Cramer, i Gosse e la Société typographique de Neuchâtel e divenendo essi stessi stampatori. Le loro reti, basate sulla mobilità e sulla flessibilità, consentivano di far circolare merci e libri al di fuori dei canali tradizionali ed eludendo i controlli ufficiali.

  • La rete dei Tesini

Un'altra grande rete di diffusione libraria fu quella dei venditori ambulanti legati ai Remondini di Bassano, celebri editori e tipografi. Come osservò De Lalande nel suo Voyage d'un François en Italie, i Remondini gestivano un imponente complesso produttivo che comprendeva cartiere, tipografie e una rete di distribuzione capillare.

I colportori, provenienti in gran parte dall’altopiano del Tesino, diffondevano i libri Remondini in Italia e in tutta Europa. Tra Settecento e Ottocento la loro attività crebbe notevolmente: nel 1881 si contavano circa 550 colportori autorizzati, alcuni dei quali aprirono librerie proprie pur mantenendo legami con la casa editrice. La rete arrivò a raggiungere anche l’America Latina.

Questi venditori ambulanti rappresentarono un canale essenziale per la circolazione del libro nelle aree più povere e isolate d’Europa, dove l’analfabetismo e la mancanza di librerie limitavano l’accesso alla lettura. Con i loro libretti popolari e religiosi, contribuirono a intrattenere, istruire e avvicinare alla fede ampi strati della popolazione, aprendo la strada alla diffusione della cultura scritta e al progresso culturale del mondo rurale europeo.

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale