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comune italiano

Arpino

Arpino

L’essenziale

popolazione6684
superficie56,24km²
istanza dicomune italiano
paeseItalia
capitaleArpino
altezza sul mare450m
Tutti i dati del template 21
Stato
Italia
Regione
Lazio
Provincia
Frosinone
Sindaco
Vittorio Sgarbi (Rinascimento) dal 2-6-2023
Altitudine
447 m s.l.m.
Superficie
56,24 km²
Abitanti
6 476 (31-5-2026)
Densità
115,15 ab./km²
Frazioni
Abate, Carnello, Civitavecchia, Collecarino, Colle Lo Zoppo, Forglieta, Panaccio, Sant'Amasio, Scaffa, Vallefredda, Vallone, Vignepiane
Comuni confinanti
Broccostella, Casalattico, Casalvieri, Castelliri, Fontana Liri, Fontechiari, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Santopadre, Sora
Cod. postale
03033
Prefisso
0776
Fuso orario
UTC+1
Codice ISTAT
060010
Cod. catastale
A433
Targa
FR
Cl. sismica
zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica
zona E, 2 123 GG
Nome abitanti
arpinati
Patrono
Madonna di Loreto
Giorno festivo
10 dicembre

Arpino (Arpinë in dialetto laziale meridionale) è un comune italiano di 6 476 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica

Panorama di Arpino dall'acropoli di Civitavecchia; sullo sfondo, la Civita Falconara
Panorama di Arpino dall'acropoli di Civitavecchia; sullo sfondo, la Civita Falconara
Il Castello della Civita Falconara visto da Civitavecchia in autunno
Il Castello della Civita Falconara visto da Civitavecchia in autunno
Una tersa giornata invernale; sullo sfondo, i monti Lepini
Una tersa giornata invernale; sullo sfondo, i monti Lepini
3 immagini

Territorio

La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un'altitudine di 447 m s.l.m. Il centro è dominato dall'acropoli, detta Civitavecchia (650 m).

Nel territorio comunale si raggiunge un'altitudine massima di 837 m (località Montecoccioli) mentre l'altitudine minima è di 192 m s.l.m. Il territorio, per lo più votato all'agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, è ricco di boschi.

Clima

Il clima è caldo e secco durante l'estate, con rare piogge pomeridiane dovute a cumulonembi provenienti dai vicini monti Ernici e monti Marsicani. L'autunno è fresco e moderatamente piovoso, con picchi di pioggia a seconda del disporsi delle correnti al suolo e delle configurazioni bariche. L'inverno è freddo e umido, poiché presenta tratti semi-continentali per via della presenza di inversione termica, che talvolta favorisce minime anche di alcuni gradi sottozero; la pioggia è abbondante in questa stagione, soprattutto con correnti disposte da ovest/sud-ovest; in inverno non mancano episodi nevosi: nella prima metà del febbraio 2012 ad Arpino caddero 60 cm di neve. La primavera è variabile, mite e moderatamente piovosa, con alternanza di periodi freddi e piovosi a periodi caldi e secchi; frequenti sono però le incursioni di aria fredda nella prima parte della stagione primaverile, con possibilità di nevicate e gelate tardive (queste ultime specie nella parte più bassa del comune). Frequente è la presenza di nebbia a valle (ma non nel centro storico), talvolta anche molto fitta ed estesa, soprattutto nelle stagioni autunnali, invernali e primaverili in nottate da irraggiamento notturno. In alcune occasioni la nebbia, anche nelle ore centrali del giorno, ma mai nel centro storico, rimane per l'intera giornata a valle, nell'area più bassa e pianeggiante del comune, con freddo-umido, marcata inversione termica e visibilità molto ridotta.

Origini del nome

Il toponimo Arpino (ovvero Arpinum nei tempi classici) si pensa derivi dal fatto che il paese visto dall'alto presenta una forma che ricorderebbe quella di un'arpa.

Storia

Lapide alla Porta Napoli, rivolta al viandante che entra nella Città
Lapide alla Porta Napoli, rivolta al viandante che entra nella Città
Porta Napoli
Porta Napoli
Fontana dell'Aquila Romana, simbolo di Arpino. Sullo sfondo, palazzo Conti-Pesce
Fontana dell'Aquila Romana, simbolo di Arpino. Sullo sfondo, palazzo Conti-Pesce
Fontana dell'Aquila Romana, particolare
Fontana dell'Aquila Romana, particolare
Le mura ciclopiche all'interno della città di Arpino in una ricostruzione di mons. Luigi Ippoliti (1929)
Le mura ciclopiche all'interno della città di Arpino in una ricostruzione di mons. Luigi Ippoliti (1929)
Gonfalone
6 immagini

Non si conosce l'esatta data della fondazione di Arpino, anche se ritrovamenti archeologici ne dimostrano le origini volsche, a cui sono connesse le vicende dei rostri del foro (preda romana dopo la battaglia navale al largo di Anzio) e di Coriolano.

Le tradizioni locali, e una serie di iscrizioni ancora visibili, fanno risalire la fondazione della città al dio Saturno o ai Pelasgi, analogamente alle altre città del Lazio meridionale cinte da possenti mura megalitiche e dette città saturnie.

Tale tradizione di fondazione è scolpita in una lapide in lingua latina posta sulla porta medievale di ingresso da est ad Arpino, detta Porta Napoli.

(latino)
«ARPINVM A SATVRNO CONDITVM VOLSCORVUM CIVITATEM ROMANORVM MVNICIPIVM MARCI TVLLI CICERONIS ELOQVENTIAE PRINCIPIS ET CAII MARIII SEPTIES CONSVLIS PATRIAM INGREDERE VIATOR. HINC AD IMPERIUM TRIVMPHALIS AQVILA EGRESSA VRBI TOTVM ORBEM SVBEGIT EIVS DIGNITATEM AGNOSCAS ET SOSPES ESTO»
(italiano)
«O VIANDANTE, STAI ENTRANDO IN ARPINO, FONDATA DA SATURNO, CITTÀ DEI VOLSCI, MUNICIPIO DEI ROMANI, PATRIA DI MARCO TULLIO CICERONE PRINCIPE DELL'ELOQUENZA E DI CAIO MARIO SETTE VOLTE CONSOLE. L'AQUILA TRIONFALE, PRESO IL VOLO DA QUI ALL'IMPERO, SOTTOMISE A ROMA TUTTO IL MONDO. RICONOSCI IL SUO PRESTIGIO, E VIVI IN SALUTE.»

(Iscrizione latina nella Porta Napoli)

L'aquila trionfale di cui parla l'iscrizione, la quale spicca il volo hinc ad imperium, è celebrata in una fontana in pietra calcarea, situata nel centro del paese, risalente probabilmente alla seconda metà del XVII secolo.

Fu teatro di scontri tra Romani e Sanniti, fino ad essere conquistata dai primi nel 305 a.C. Due anni dopo ottenne la cittadinanza romana sine suffragio e divenne prefettura. Nel 188 a.C. ottenne definitivamente la cittadinanza romana di pieno diritto.

La sua importanza crebbe fino ad ampliare il suo territorio che raggiungeva a nord-ovest Casamari (anticamente Cereatae) e a sud Arce.

Gaio Mario ne fu cittadino e il suo nome è ricordato nell'etimologia della località di nascita, Casamari (Casa Marii), allora arpinate. La tradizione orale della città di Arpino sostiene che Mario, dopo aver sconfitto i Germani ad Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) e nella battaglia dei Campi Raudii, all'apogeo della sua gloria, non dimenticasse la sua patria d'origine e, disponendo della Gallia transalpina come terra di conquista, donasse ad Arpino quei territori, le cui rendite servirono a mantenere i templi e gli edifici pubblici della città.

Con Silla iniziò la lenta decadenza della città, che si protrasse durante l'epoca imperiale.

Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C. e la sua città fu spesso citata nelle sue opere; in tempi moderni è stato dato il suo nome al corso principale della città, al convitto nazionale Tulliano, al liceo ginnasio Tulliano, alla torre medievale dell'acropoli e a diverse altre istituzioni.

Nell'Alto Medioevo le sue mura fortificate ne fecero un centro di rifugio e difesa dalle invasioni barbariche. In questo periodo Arpino fu più volte contesa tra il Ducato romano, il Ducato di Benevento, l'invasione dei Franchi (860), le scorrerie dei Saraceni. Dopo il 1000 divenne territorio dei Normanni, poi degli Svevi e del Papato e dovette subire due distruzioni: la prima nel 1229 con Federico II e la successiva nel 1252 a opera di Corrado IV. In questa seconda occasione i danni furono molto rilevanti: la città fu rasa al suolo e furono perdute molte delle antiche testimonianze romane. Gli abitanti trovarono rifugio nella vicina località fortificata di Montenero.

Nel 1580 Arpino entrò a far parte del Ducato di Sora, feudo parzialmente autonomo del Regno di Napoli. Il Ducato fu soppresso nel 1796 e con esso Arpino entrò a far parte prima del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, fino al 1860. Entrò a far parte della provincia di Terra di Lavoro, in Campania, fino al 1927, dopodiché, con l'istituzione della provincia di Frosinone, divenne parte della nuova provincia.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 13 febbraio 1953.

«D'argento, a due torri quadre di rosso, aperte e finestrate del campo, fondate su campagna di verde, attraversata da un fiume al naturale, passante fra le torri e terminante in punta; all'aquila di nero, dal volo spiegato, poggiante sui merli delle torri stesse, sormontate da un listello di rosso svolazzante in fascia, caricato della scritta in argento: hinc ad imperium. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone, concesso con DPR del 9 luglio 1953, è un drappo di bianco al palo di rosso.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 13 giugno 1989

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di Santa Maria Assunta della Civita
Chiesa di Santa Maria Assunta della Civita

Architetture religiose

  • Chiesa di San Michele Arcangelo, edificata su un antico tempio pagano probabilmente dedicato ad Apollo e alle Muse, risale almeno all'VIII-IX secolo, e conserva un interno barocco a croce latina arricchito da importanti opere d'arte, tra cui la tela del Cavalier d'Arpino raffigurante l'Arcangelo Michele vittorioso su Lucifero.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta della Civita;
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo;
  • Chiesa di San Vito Martire;
  • Chiesa di San Sosio.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova

Architetture militari

Siti archeologici

Nella sua cinta di mura poligonali, dette "ciclopiche" e datate al XIII secolo a.C., si apre una singolare porta nota come "arco a sesto acuto", propriamente un arco a mensola.

Altri

  • Belvedere, situato all'ingresso del paese, con una statua in chiave moderna di Marco Tullio Cicerone e poco distante dalla casa natale di Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino;
  • Porta di Saturno, che prende il nome dall’iscrizione latina posta in alto ed è un esempio significativo di architettura dell'epoca.

Società

Panorama di Arpino
Panorama di Arpino
Acropoli di Arpino, arco a sesto acuto
Acropoli di Arpino, arco a sesto acuto
2 immagini

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Religione

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Tradizioni e folclore

Gonfalone di Arpino, è il palio dei quartieri e delle contrade di Arpino. La manifestazione folcloristica si svolge annualmente dal 1971 il sabato e la domenica successivi a Ferragosto e vede in gara tra loro i quartieri Arco, Civita Falconara e Ponte e le contrade Collecarino, Vagni, Vallone, Vignepiane e Vuotti. Le gare sono precedute da feste di quartiere, da balli tradizionali e dalla sfilata in abiti folcloristici comunemente definiti ciociari. Il Gonfalone è assegnato sulla base dei risultati di sei gare in cui si sfidano gli atleti dei quartieri e delle contrade partecipanti. Durante le gare i partecipanti possono indossare esclusivamente vestiti della tradizione locale dell'Alta Terra di lavoro. Calzano, inoltre, gli zampitti, noti in romanesco come cioce, una calzatura anticamente utilizzata in alcune aree remote montane dell'Europa meridionale e orientale, eccezion fatta per gli atleti del tiro alla fune, che utilizzano calzature moderne per motivi di sicurezza.

Lingue e dialetti

Il dialetto arpinate fa parte dei dialetti laziali meridionali.

Cultura

Busto di Marco Tullio Cicerone
Busto di Marco Tullio Cicerone

Istruzione

Istituti scolastici

Convitto nazionale Tulliano, fondato nel 1814 col nome di collegio Tulliano, è uno storica istituzione scolastica, comprensiva di liceo e di annesso convitto.

Musei

Museo Industriale della Lana, che conserva attrezzature storiche dell'antico lanificio Diodati e, attraverso un percorso documentato, racconta le fasi della produzione laniera, elemento centrale dello sviluppo industriale locale sin dall'epoca romana.

Donazione Mastroianni, che espone opere dello scultore Umberto Mastroianni, ospitata nei locali del Castello Ladislao.

Eventi

Certamen Ciceronianum Arpinas, una gara di traduzione e commento di brani di Cicerone che si tiene tradizionalmente a maggio da diversi decenni.

Libro di pietra: dal 1984, grazie all'iniziativa del poeta Giuseppe Bonaviri, Arpino ospita una singolare antologia di poesie incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni.

Economia

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Arpino 374 1,11% 0,08% 803 0,75% 0,05% 374 824 382 911
Frosinone 33.605 7,38% 106.578 6,92% 34.015 107.546 35.081 111.529
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 374 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,11% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 803 addetti, lo 0,75% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di due addetti (2,15).

Artigianato

Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di mobili in stile.

Turismo

Ad Arpino è stato assegnato il riconoscimento di bandiera arancione di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Ferrovie

Amministrazione

Storicamente parte dell'antica provincia di Terra di Lavoro, nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Arpino passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Sindaci

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Antonio Sardellitti Democrazia Cristiana Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Saverio Zarrelli lista civica Sindaco
13 maggio 2001 15 maggio 2011 Fabio Forte lista civica Sindaco
16 maggio 2011 29 ottobre 2012 Bruno Vano lista civica Per Arpino Sindaco
29 ottobre 2012 26 maggio 2013 Stefania Galella - commissario straordinario
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Renato Rea lista civica Rinnoviamo Arpino Sindaco
10 giugno 2018 14 maggio 2023 Renato Rea lista civica Avanti Arpino Sindaco
15 maggio 2023 in carica Vittorio Sgarbi Rinascimento Sindaco

Gemellaggi

Altre informazioni amministrative

Sport

Calcio

A.S.D. Terra di Cicerone squadra che milita nel girone I di prima categoria laziale.

Calcio a 5

L'attuale squadra di calcio a 5 della città è la Società Sportiva Dilettantistica Arpino, nata nel 1954, che ha disputato campionati di calcio a 11 fino alla stagione sportiva 2017/2018. Dal 2018 partecipa al campionato di calcio a 5 Dilettanti -Serie D Latina- girone A.

Tennis

È presente un circolo affiliato alla Federazione Italiana Tennis: Polisportiva Eco.Trans. Libertas Arpino Dilettantistica.

Softair

La squadra della città dì Arpino è il “Battaglione Cicero” presente sul territorio fin dal 2009 ha all’attivo più dì 50 eventi competitivi su tutto il territorio nazionale, dal 2021 è affiliato al circuito CSEN.

Altri progetti

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale