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faraone egizio

Aprie

Aprie

L’essenziale

data di nascita650 BC
data di morte567 BC
occupazionestatista
carica ricopertafaraone
descritto nella fontePauly-Wissowa
Tutti i dati del template 9
In carica
589 a.C. –570 a.C.Periodo tardo
Predecessore
Psammetico II
Successore
Amasis
Nome completo
Haaibra Wahibra
Morte
570 a.C.
Luogo di sepoltura
Sais
Dinastia
XXVI dinastia egizia
Padre
Psammetico II
Madre
Takhuit
Obelisco eretto durante il regno di Apries a Sais e trasportato a Roma dall'imperatore Diocleziano.
Obelisco eretto durante il regno di Apries a Sais e trasportato a Roma dall'imperatore Diocleziano.

Apries, nome greco di Haaibra Wahibra (... – 570 a.C.), è stato un faraone della XXVI dinastia egizia.

Nella Bibbia è citato come Cofrà o Hofra [da un’espressione egiziana che significa “il cuore di Ra [il dio-sole] sopporta”]. (Geremia 44:30).

Biografia

Figlio di Psammetico II, Apries (Sesto Africano: Akmenrah) regnò per ventinove anni, data riportata da Sesto Africano e suffragata dai dati archeologici, mentre sia Eusebio di Cesarea che Erodoto gli attribuiscono un regno di ventisei anni.
Uno degli avvenimenti più importanti del suo regno ebbe luogo immediatamente dopo la sua salita al trono: fidando dell'appoggio egizio Sedecia, re di Giuda, si ribellò a Nabucodonosor, re di Babilonia, di cui era vassallo (come narra il testo biblico).

Il sovrano egizio intervenne in maniera prudente e non volendo affrontare l'esercito babilonese in campo aperto si limitò ad attaccare le città fenicie e cipriote fedeli a Nabucodonosor, occupando Biblo, Arvad, Sidone e sbarcando un contingente sulle coste Siriane. Quando, nel 587 a.C., Gerusalemme, capitale del regno di Giuda, capitolò dopo diciotto mesi di assedio, Apries aveva già riportato in patria il contingente egizio. Un gruppo di profughi proveniente dalla Palestina venne accolto in Egitto ed insediato ad Elefantina ove ottenne anche il permesso di erigere un tempio.
Questi avvenimenti sono noti attraverso fonti greche, babilonesi ed ebraiche mentre non trovano alcun riscontro - non sappiamo se per carenza di dati archeologici o per deliberata scelta - nelle fonti egizie.

In politica interna, oltre a proseguire nella direzione tracciata dai suoi predecessori, con l'esaltazione, in campo artistico e religioso, della tradizione, Apries favorì anch'egli la comunità greca, fatto questo che provocò scontento e malumore nella casta militare libica che si vedeva sempre più estromessa dalle posizioni di potere.

Il nerbo dell'esercito egizio, sotto i sovrani della XXVI dinastia, era composto, principalmente, da mercenari greci provenienti dalle colonie del Mediterraneo orientale.
Nel 570 a.C. un capo libico, Ardikran, chiese, e ottenne, l'appoggio del sovrano egizio contro la città di Cirene, fondata sulla costa libica circa 60 anni prima da un avventuriero dorico di nome Battos. Non fidandosi ad utilizzare i mercenari greci contro altri greci, Apries inviò un contingente composto da libici ed egizi che venne però sconfitto ed i cui superstiti si ammutinarono. Nel tentativo di risolvere la questione il sovrano inviò presso gli ammutinati Amasis, un generale che si era già distinto nella risoluzione di un ammutinamento delle truppe greche di stanza presso la frontiera nubiana. Le truppe acclamarono allora, come nuovo sovrano, Amasis che accettò l'investitura riuscendo a battere l'esercito messo in campo da Apries e catturando il legittimo sovrano.
Trattato, in un primo tempo, con benevolenza dall'usurpatore il sovrano deposto venne infine giustiziato dopo un ulteriore tentativo di recuperare il trono. Il nuovo sovrano tributò comunque a Apries gli onori funebri facendone seppellire il corpo, nel rispetto del rituale, nel tempio di Neith a Sais.

Obelischi di Apries

Da Sais proviene il famoso obelisco di granito rosa sito a Roma, detto Obelisco della Minerva. L'obelisco è alto solo m 5,47 e conserva i geroglifici sui quattro lati, che lo dicono eretto in onore del faraone Apries. Vi è anche un obelisco gemello, l'obelisco di Urbino, ora collocato ad ornamento di una piazza di Urbino. Gli obelischi furono spogliati da Sais in epoca imperiale romana per adornare il Tempio di Iside al Campo Marzio, il cui culto era stato importato dall'Egitto e aveva molti seguaci. Ritrovati atterrati e spezzati nel 1600, furono restaurati e collocati ad ornamento delle due piazze.

Nomi di Apries

Nome Horo Sesto Africano Eusebio di Cesarea Geremia Erodoto Altri nomi
Wah-ib Uaphris Uaphris Cofrà o Hofra

Ouafrè (Settanta greca)

Aprieo Apries

Titolatura

Titolo Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
Simbolo Traslitteraz. Significato
ḥr Horo
w3ḥ jb Wah-ib Saldo di cuore
nbty (nebti) Nebty
nb ḫps Nebkhepesh
ḥr nbw Horo d'oro

sw3ḏ t3wy Sewadjtawy Possano prosperare le Due Terre


nsw bjty Praenomen

ḥˀˀ jb Rˀ Haaibra Osannante per sempre è il cuore di Ra
s3 Rˁ Nomen
w3ḥ jb Rˀ Wahibra Saldo è il cuore di Ra

Note

Bibliografia

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, pp. 369-370, ISBN 88-452-5531-X.
  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 9ª ed., Roma-Bari, Biblioteca Storica Laterza, 2011, pp. 463-464, ISBN 978-88-420-5651-5.

Voci correlate

  • Faraoni nella Bibbia

Altri progetti

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  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aprie

Collegamenti esterni

  • Hofra, in Perspicacia nello studio delle scritture, 2024
  • Uahabre, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
  • Apries, su sapere.it, De Agostini.
  • (EN) Apries, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
  • (EN) Wahibre (Greek Apries) Haaibre, su ucl.ac.uk.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 398519 · CERL cnp00283483 · GND (DE) 102380902

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale