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comune italiano

Alpignano

Alpignano

L’essenziale

popolazione16.497
superficie11,92km²
istanza dicomune italiano
paeseItalia
capitaleAlpignano
altezza sul mare314m
Tutti i dati del template 21
Stato
Italia
Regione
Piemonte
Città metropolitana
Torino
Sindaco
Steven Giuseppe Palmieri (lista civica di centro-sinistra) dal 6-10-2020
Altitudine
314 m s.l.m.
Superficie
11,92 km²
Abitanti
16 530 (31-5-2026)
Densità
1 386,74 ab./km²
Frazioni
Campagnola, Ferna, Grange Palmero, Maggiore, San Giacomo, Sassetto Il Municipio Comune di Alpignano
Comuni confinanti
Caselette, Collegno, Pianezza, Rivoli, San Gillio, Val della Torre
Cod. postale
10091
Prefisso
011
Fuso orario
UTC+1
Codice ISTAT
001008
Cod. catastale
A222
Targa
TO
Cl. sismica
zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica
zona E, 2 825 GG
Nome abitanti
alpignanesi
Patrono
san Giacomo
Giorno festivo
25 luglio

Alpignano (; Alpignan in piemontese) è un comune italiano di 16 530 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

È conurbato nell'area metropolitana del capoluogo piemontese.

Geografia fisica

La Dora vista dal ponte Nuovo
La Dora vista dal ponte Nuovo

Il suo territorio si colloca tra i 280 e i 370 m s.l.m. e ha una superficie destinata a parchi e giardini di 1,98 km². Si trova inoltre su una catena di colline moreniche formatesi durante l'ultima glaciazione, tra i 230 000 e 185 000 anni fa. Fino a pochi anni fa si poteva ammirare un grande masso erratico, sovrastante il Ponte Vecchio, trascinato a valle dai ghiacciai che fu però fatto saltare per costruire una centrale elettrica.

La Dora Riparia divide esattamente a metà il territorio comunale. Le due frazioni erano unite da un ponticello (originario dell'epoca romana) ricostruito nel 1736 e largo appena 3,5 metri. Si legge in alcuni documenti che nelle "ore di punta", a mezzogiorno e alla sera, soprattutto d'estate quando i contadini rientravano coi carri agricoli, attraversare il ponte diventava un vero problema. Tale ponte, benché ristrutturato con tecniche moderne, esiste ancora oggi ed è noto con il nome di Ponte Vecchio, ed unisce le due sponde del paese all'altezza del centro storico e della biblioteca comunale, all'interno della quale trova sede l'ecomuseo dedicato all'opera di Alessandro Cruto.

In epoca fascista, tra il 1935 ed il 1936, venne portata a termine la costruzione di un secondo ponte il quale venne inaugurato, per la precisione, il giorno 3 maggio 1936 con la benedizione del parroco locale e una sfilata a cui presero parte le Autorità, la popolazione cittadina e parte della popolazione dei paesi vicini. Quest'ultimo ponte è situato più ad ovest del primo, ed è noto agli alpignanesi con il nome di Ponte nuovo.

Origini del nome

Il toponimo deriva molto probabilmente dal gentilizio latino Alpinius, termine collegato evidentemente con Alpes. La romana Alpiniarum probabilmente sorse in epoca augustea vicina alla mutatio ad octavum, la stazione di cambio dei cavalli, lungo la ben conosciuta direttrice delle Gallie che attraverso la valle della Dora Riparia e per l'Alpis Matrona (Monginevro), collegava l'Italia con la Gallia Narbonense e attraverso l'Alpis Cotia, (Moncenisio), raggiungeva la Valle dell'Arc. L'origine romana del sito è documentata da diversi reperti archeologici venuti casualmente alla luce nell'aprile 1832 nella regione San Marcello e nel 1891 lungo il percorso della costruenda strada comunale per Pianezza.

Storia

Bandiera comunale
Bandiera comunale

Età antica

Il territorio di Alpignano fu abitato in epoca preromana da popolazioni celto-liguri, tra cui i Taurini, e successivamente interessato dalla presenza gallica, prima di essere incorporato nei domini di Roma.

Nel 1832 alcuni scavi portarono alla luce diverse sepolture, caratterizzate da pavimenti in mattoni, pareti realizzate con lastre di pietra e coperture marmoree. All'interno furono rinvenuti frammenti ossei, lucerne fittili, suppellettili e recipienti in terracotta, oltre a tre epigrafi marmoree successivamente studiate da Theodor Mommsen e pubblicate nel Corpus Inscriptionum Latinarum. La più estesa e antica delle tre, relativa al monumento funerario di Cornelia, liberta di Lucio, appartiene all'Istituto Missioni Consolata ed è esposta presso la biblioteca civica di Alpignano; le altre due sono conservate presso privati.

Secondo lo storico locale Gian Piero Cupia, nel territorio si sarebbe svolto nel 312 uno degli scontri tra gli eserciti di Costantino I e Massenzio durante la lotta per il controllo dell'Impero. Cupia identifica infatti i Campi Taurinati, tradizionalmente associati alla battaglia di Torino, con la pianura situata a occidente della strada tra Rivoli e Alpignano.

Medioevo

Dopo l'età romana, le testimonianze documentarie relative ad Alpignano diventano più consistenti a partire dall'XI secolo. Nel 1007, secondo alcune fonti, il vescovo di Torino Gesone cedette il territorio al nobile francese Ugone di Montboissier.

Nel 1047 un diploma dell'imperatore Enrico III, datato 1º maggio e indirizzato ai canonici del capitolo della cattedrale di Torino, confermò loro diversi possessi e privilegi, comprendenti anche beni nel territorio di Alpignano.

Nel corso del XII secolo aumentò l'influenza temporale dei vescovi di Torino sul territorio. Un atto del 9 giugno 1170 documenta la cessione al vescovo Milone degli allodi posseduti ad Alpignano da Anselmo, Ottone ed Evrardo, che li ricevettero successivamente in feudo, impegnandosi a stabilirsi nel territorio soggetto alla giurisdizione episcopale.

Accanto al capitolo e alla mensa vescovile torinese, nel territorio alpignanese possedevano beni e diritti diversi enti ecclesiastici, tra cui la abbazia di San Michele della Chiusa, l'abbazia di Novalesa, l'abbazia di Rivalta e l'abbazia di Nonantola.

Tra i vassalli dei vescovi di Torino figuravano le famiglie Di Alpignano e Arpino. A partire dal XIII secolo, tuttavia, l'autorità episcopale fu progressivamente sostituita dall'espansione politica dei Savoia. Nel 1294 Amedeo V di Savoia assegnò Alpignano, insieme ad altri possedimenti piemontesi, al nipote Filippo I di Savoia-Acaia. Il territorio entrò così nei domini del ramo dei Savoia-Acaia e fu amministrato attraverso un castellano; il primo attestato fu Guglielmo di Montbel, signore d'Entremont.

Alpignano rimase una castellania fino al 1º febbraio 1337, quando Giacomo di Savoia-Acaia concesse in feudo Alpignano e San Gillio a un esponente della famiglia Montbel, in ricompensa dei servizi prestati. La signoria dei Montbel si protrasse per oltre due secoli.

Età moderna

All'inizio del XV secolo fu eretta la parrocchia dedicata a San Martino di Tours, il cui antico edificio, successivamente modificato e ridimensionato, corrisponde all'attuale cappella dei Caduti.

Nel 1559 morì senza eredi Carlo di Montbel, ultimo esponente della famiglia titolare della signoria. In seguito alla pace di Cateau-Cambrésis, che aveva consentito a Emanuele Filiberto di Savoia di recuperare gran parte dei propri domini, il duca concesse Alpignano, insieme a Frossasco e San Secondo di Pinerolo, ad Andrea Provana di Leinì. Quest'ultimo consolidò i propri diritti feudali sposando Caterina Spinola, vedova di Carlo di Montbel.

Ad Andrea Provana, esponente di un'importante famiglia nobiliare piemontese e ammiraglio sabaudo distintosi nella battaglia di Lepanto del 1571, è attribuita la ricostruzione del castello di Alpignano sui resti delle precedenti strutture medievali.

Tra il 1686 e il 1698 fu edificata una nuova chiesa parrocchiale, nella quale la sede della parrocchia venne trasferita nel 1807. Nello stesso anno la torre d'ingresso dell'antico castello fu adattata a campanile della vicina parrocchiale.

Alla morte dell'ultimo erede dei Provana, avvenuta alla fine del XVIII secolo, il castello passò al demanio. Durante la dominazione francese, nel 1804, l'edificio fu venduto all'avvocato Paroletti e passò successivamente alla famiglia Riberi, che nel 1944 lo cedette all'Istituto Missioni Consolata.

Età contemporanea

Nella seconda metà del XIX secolo Alpignano conobbe un progressivo sviluppo industriale. Nel 1886 Alessandro Cruto fondò sulla riva destra della Dora Riparia la Società italiana di elettricità sistema Cruto, destinata alla produzione di lampade elettriche con filamento di carbonio. L'attività industriale si sviluppò negli anni successivi e lo stabilimento passò dapprima alla Edison Clerici e, nel 1927, alla Philips.

La presenza dell'industria elettrotecnica contribuì alla trasformazione economica e urbana di Alpignano, affiancando alle tradizionali attività agricole una crescente componente industriale.

Nel 1957 l'editore e tipografo Alberto Tallone, dopo l'esperienza maturata a Parigi, trasferì ad Alpignano la propria attività tipografica, dando vita alla stamperia Tallone, specializzata nella realizzazione artigianale di edizioni di pregio di opere classiche.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 13 novembre 1934.

Stemma
«D'argento, al pino fruttifero, nodrito sulla pianura erbosa, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone

Il gonfalone, concesso con decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini del 31 gennaio 1980, è un drappo troncato di verde e di bianco.

Bandiera

La bandiera è un drappo rettangolare di verde, caricato al centro dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di Santa Maria del Ponte
Chiesa di Santa Maria del Ponte
La torre campanaria
La torre campanaria
2 immagini

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Martino di Tours

L'attuale chiesa parrocchiale di San Martino di Tours fu edificata nel 1695, in sostituzione di un precedente edificio religioso, per iniziativa della Confraternita di Santa Croce. Nel 1807 fu restaurata e ampliata, divenendo sede parrocchiale.

All'interno conserva diverse opere d'arte, tra cui una Madonna di Stefano Maria Clemente, un Crocifisso ligneo del XVIII secolo dello scultore Carlo Giuseppe Plura e un paliotto d'altare settecentesco in stuccoforte. La chiesa è inoltre dotata di un organo a canne a trasmissione mista, costruito nel 1903 da Achille Baldi.

Cappella di San Sebastiano

La cappella di San Sebastiano, dedicata anche ai santi Grato e Rocco, sorge nell'omonimo borgo e ha origini anteriori al XVII secolo. Nel 1630, durante l'epidemia di peste, i capifamiglia superstiti di Alpignano si riunirono nell'edificio formulando, a nome della comunità, un voto religioso per la cessazione dell'epidemia.

Chiesa di San Giuseppe

La chiesa di San Giuseppe fu edificata nel 1769 in forme barocche. La cupola presenta caratteri di derivazione borrominiana ed elementi riconducibili alla cultura architettonica piemontese legata a Bernardo Antonio Vittone.

Chiesa di Santa Maria del Ponte

La chiesa di Santa Maria del Ponte, documentata a partire dall'XI secolo e successivamente più volte rimaneggiata, sorge in prossimità della Dora Riparia e del Ponte Vecchio. L'edificio era legato al transito lungo l'antica via di attraversamento del fiume e alla protezione dei viandanti.

Cappella dei Caduti

La cappella dei Caduti, situata nell'omonima piazza, è documentata a partire dall'XI secolo e fu originariamente dedicata a San Martino, cui si aggiunse successivamente l'intitolazione a Sant'Antonio Abate. Fino al 1868 era affiancata da un'area cimiteriale.

L'edificio presenta forme romaniche; la sua parte più antica è costituita dal campanile, mentre una cappella laterale è caratterizzata da arcate a sesto acuto impostate su pilastri cilindrici. Dal 1925 l'edificio è adibito a monumento commemorativo dei caduti alpignanesi della prima guerra mondiale.

Architetture civili

Castello e torre campanaria

Il nucleo storico di Alpignano comprende l'area tradizionalmente denominata «Castello», corrispondente a una parte dell'antico borgo medievale fortificato. Al suo ingresso si trova piazza della Parrocchia, anticamente conosciuta come «Piazza del Ballo».

Nelle vicinanze sorge la torre medievale, costruzione in laterizio risalente al XIV secolo, successivamente adattata a campanile nel corso del XVIII secolo. La cella campanaria ospita tre campane accordate in Sol3, azionate manualmente mediante corde; la campana maggiore è inoltre dotata di elettrobattente.

Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio attraversa la Dora Riparia in prossimità della chiesa di Santa Maria del Ponte. Per la sua posizione lungo una storica direttrice di comunicazione verso Torino, il manufatto ebbe nel corso dei secoli anche rilevanza strategica. Nel 1690, durante le operazioni militari che interessarono il Piemonte, il ponte fu fatto saltare per ostacolare l'avanzata delle truppe francesi.

Nel 1936 fu affiancato dal cosiddetto Ponte Nuovo, realizzato in cemento armato con un'unica arcata.

Via Francigena

Il territorio di Alpignano è attraversato da uno degli itinerari della Via Francigena, lungo il ramo proveniente dal Colle del Moncenisio. Il percorso prosegue verso Collegno e Torino, inserendosi successivamente nella direttrice di corso Francia.

Società

Evoluzione demografica

A partire dal 1961 ad oggi, la popolazione residente si è quasi triplicata.

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti ad Alpignano sono 891, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

  1. Romania, 438
  2. Ghana, 45
  3. Nigeria, 44
  4. Gambia, 41
  5. Marocco, 37
  6. Guinea, 33
  7. Costa d'Avorio, 31
  8. Senegal, 24
  9. Mali, 21

Cultura

Eventi

Palio dij Cossòt

San Giacomo si festeggia il 25 luglio. In questa occasione si corre il Palio dij Cossòt lungo le vie del centro storico, in occasione del quale quattro rappresentanti dei rispettivi borghi del paese si sfidano in una corsa per le vie del centro storico portando a spalle delle zucche cave piene d'acqua: il vincitore sarà decretato in base all'ordine d'arrivo e al volume d'acqua risparmiato.
Proprio la statua del santo patrono, che lo vede portare con sé un bastone da passeggio con appese alcune zucche, ha fatto sì che un tempo gli alpignanesi venissero chiamati, dagli abitanti dei paesi vicini, mangia cusot (tradotto dal piemontese: mangiatori di zucche).

Biblioteche

Ad Alpignano è presente dal 1965 la biblioteca "Caduti per la libertà", in onore del sacrificio dei combattenti partigiani. Dal 1996 è situata in un'ex-fabbrica di lampadine posseduta da Alessandro Cruto, rinnovata nel 2017 per ampliare lo spazio multimediale e dedicato ai ragazzi.

Economia

Targa dedicata ad Alessandro Cruto ad Alpignano
Targa dedicata ad Alessandro Cruto ad Alpignano

La "città delle lampadine"

Verso la fine del XIX secolo il comune fu sede di una radicale trasformazione con un notevole impulso all'industrializzazione. Nel 1885 fu edificata, su un'area precedentemente occupata dai mulini del conte Revelli e su parte del greto della Dora, la prima fabbrica di lampadine a incandescenza, la Società Italiana di Elettricità Sistema Cruto. Con pochi mezzi, ma con l'utilizzo di geniali strumenti da lui inventati, Alessandro Cruto riuscì ad ottenere lamine di carbonio omogenee in grado di sostituire il bambù carbonizzato, fino ad allora adottato, come filamento per le lampadine.

Nel 1927 la Philips rilevò la fabbrica, iniziando una produzione di massa, che segnò il destino industriale di Alpignano, vocazione ulteriormente consolidatasi nel dopoguerra con la creazione di nuove industrie, soprattutto meccaniche.

Il 10 maggio 1933 viene collocata sulla facciata del Dopolavoro Philips una lapide per ricordare che in quello stesso locale, nel 1885, venivano fabbricate le prime lampade elettriche d'Italia, grazie all'ingegno e alla ferrea volontà di Alessandro Cruto.

Ora sul territorio comunale sono presenti attività industriali legate principalmente al settore metalmeccanico e meccanico, oltre che a quello agricolo. Con l'aumento esponenziale della popolazione si è resa necessaria la costruzione di nuove case che hanno dato luogo alla formazione di nuovi quartieri: l'elegante Belvedere, verso Rivoli, ed altri, come il quartiere Sassetto, verso Pianezza.
Negli ultimi anni Alpignano ha subito una forte diminuzione della sua attività industriale, dovuto soprattutto al ridimensionamento attuato dalla Philips ed alla chiusura, nel 2006, di quella che fino ad allora era rimasta la maggiore fabbrica del territorio alpignanese, la Borgo.

Infrastrutture e trasporti

Alpignano è attraversata in direzione est-ovest dalla Strada Statale 24 che collega Torino con il Colle del Monginevro.

Il paese è servito dalla linea ferroviaria Torino-Modane e dalle linee di autobus GTT nº 32 e 36/N, nonché da alcune linee della ditta di autotrasporti Gherra, che collegano il comune con i comuni limitrofi di Valdellatorre, Givoletto e Condove.

Amministrazione

Facciata del municipio
Facciata del municipio

Sindaci e commissari straordinari

Regno d'Italia (17 marzo 1861 – 18 giugno 1946)
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 aprile 1945 30 marzo 1946 Emilio Chiri Coalizione di sinistra Sindaco
31 marzo 1946 18 giugno 1946 Emilio Chiri Coalizione di sinistra Sindaco
Repubblica Italiana (dal 18 giugno 1946)
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1946 22 giugno 1951 Emilio Chiri Coalizione di sinistra Sindaco
23 giugno 1951 3 agosto 1951 Aldo Gurlino Coalizione di Centro-sinistra Sindaco
4 agosto 1951 16 giugno 1956 Teresio Conti Coalizione di Sinistra Sindaco
17 giugno 1956 6 novembre 1960 Teresio Conti Coalizione di Sinistra Sindaco
7 novembre 1960 6 febbraio 1965 Teresio Conti Coalizione di Sinistra Sindaco
7 febbraio 1965 25 gennaio 1968 Teresio Conti Coalizione di Sinistra Sindaco
26 gennaio 1968 12 giugno 1970 Giuseppe Bertoli Coalizione di centro-sinistra Sindaco
13 giugno 1970 21 luglio 1975 Ernesto Cullino Coalizione di centro-sinistra Sindaco
22 luglio 1975 11 giugno 1980 Ernesto Cullino Coalizione di centro-sinistra Sindaco
12 giugno 1980 9 settembre 1985 Emanuele D'Angella Coalizione di centro-sinistra Sindaco
10 settembre 1985 25 giugno 1990 Valeria Galliano Coalizione di centro-sinistra Sindaco
26 giugno 1990 25 febbraio 1991 Valeria Galliano Coalizione di centro-sinistra Sindaco
26 febbraio 1991 6 maggio 1995 Giuseppe Accalai Coalizione di centro-sinistra Sindaco
7 maggio 1995 2 febbraio 2004 Giuseppe Accalai Coalizione di centro-sinistra Sindaco
3 febbraio 2004 26 giugno 2004 Romilda Tafuri Commissario straordinario
27 giugno 2004 23 maggio 2006 Gian Luca Pinzi Coalizione di centro-sinistra Sindaco
24 maggio 2006 11 giugno 2007 Sergio Andreotti Coalizione di centro-sinistra Vicesindaco
12 giugno 2007 16 febbraio 2011 Sergio Andreotti Coalizione di centro-sinistra Sindaco
17 febbraio 2011 29 maggio 2011 Silvana Elena Coviello Commissario straordinario
30 maggio 2011 20 giugno 2016 Gianni Da Ronco Sinistra Ecologia Libertà Sindaco
20 giugno 2016 28 dicembre 2019 Andrea Oliva Lista civica Sindaco
29 dicembre 2019 4 ottobre 2020 Paolo Accardi Commissario straordinario
5 ottobre 2020 in carica Steven Giuseppe Palmieri Liste civiche di centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi

Alpignano è gemellata con:

ed è legata con patti di amicizia e rapporti di collaborazione con le città di:

Sport

Alpignano dispone di diversi impianti destinati alla pratica sportiva, tra cui un centro sportivo, un campo di tiro con l'arco e il campo da calcio comunale «Salvador Allende».

La principale società calcistica cittadina è l'Unione Sportiva Dilettantistica Alpignano, che disputa le proprie partite interne presso il campo «Salvador Allende».

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale