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imprenditore italiano

Vincenzo Grasso

  • 1 min di lettura

L’essenziale

data di nascita1938
data di morte20 marzo 1989
occupazioneimprenditore
luogo di morteLocri
premio ricevutoMedaglia d'oro al merito civile
«"Nel nostro paese si vive sotto una cappa di paura e io denuncio per costruire un cambiamento, una vita migliore non tanto per me ma per i miei figli."»

(Vincenzo Grasso, contro la 'ndrangheta in una lettera inviata ad Enzo Biagi nel 1987)

Vincenzo Grasso (24 febbraio 1938 – Locri, 20 marzo 1989) è stato un imprenditore italiano, vittima della 'Ndrangheta.

Biografia

Sposato, tre figli, aveva cominciato la sua attività lavorativa aprendo un'officina ad Ardore poi si trasferisce a Locri con la sua famiglia dove apre una concessionaria di automobili ma subito dopo arriva la 'Ndrangheta con le sue richieste estorsive che diventano sempre più pressanti fino a sfociare in minacce, intimidazioni e danneggiamenti. Grasso però non cede e denuncia sempre tutto alle autorità preposte, amava il suo lavoro, l'onestà, la dignità e anche la sua terra e non voleva abbandonarla neanche dinanzi alla tracotanza mafiosa.

L'omicidio

Le angherie vanno avanti per sette anni dal 1982 al 1989 finché la criminalità organizzata decide di ucciderlo. È la sera del 20 marzo 1989: Grasso si trova dinanzi alla sua concessionaria quando all'improvviso arrivano due killer e gli sparano contro diversi colpi d'arma da fuoco assassinandolo.

Le indagini

Partono subito le indagini (anche in base alle denunce presentate da Grasso negli anni precedenti) ma sfortunatamente non portano a nulla e il tutto si concluderà con un'archiviazione.

Tributi

Nel 2009 a Vincenzo Grasso è stata intitolata l'agenzia d'inclusione sociale a Locri per il reinserimento lavorativo e sociale dei soggetti provenienti dai percorsi penali.

La figlia di Grasso, Stefania Grasso, continua la battaglia civile di suo padre a Locri in collaborazione con Libera di Don Luigi Ciotti.

Onorificenze

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
«"Commerciante impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, benché consapevole del rischio cui si esponeva, si opponeva tenacemente a una lunga serie di intimidazioni e di pressanti richieste estorsive. Per tale coraggioso atteggiamento e inflessibile rigore morale rimaneva vittima di un vile attentato. Nobile esempio di ribellione alla violenza criminale, nonché di elette virtù civiche, spinte sino all'estremo sacrificio. Locri (RC), 20 marzo 1989."»
— 04/03/1997

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale