Roman Polański è un regista e attore polacco naturalizzato francese, nato nel 1933. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Premio Oscar, tre British Academy Film Awards, dieci Premi César, due Golden Globe, un Orso d'oro e una Palma d'oro. La sua carriera spazia dall'horror al thriller fino al dramma storico, con film come Rosemary's Baby, Chinatown e Il pianista. Finora ha diretto 23 lungometraggi e ha recitato come attore in diversi film polacchi e nelle proprie opere.
Infanzia e guerra





Polański nacque a Parigi da genitori ebrei originari della Polonia, e la famiglia tornò a Cracovia nel 1937. Dopo l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, furono confinati nel ghetto di Cracovia, e i genitori furono deportati in seguito a dei rastrellamenti. Trascorse l'infanzia in case di accoglienza, sopravvivendo all'Olocausto adottando un'identità falsa e celando le proprie origini ebraiche. Biografi e critici hanno collegato queste esperienze infantili all'atmosfera di paura e minaccia presente nei suoi film successivi.
Carriera cinematografica





Il suo primo lungometraggio, Il coltello nell'acqua, girato in Polonia, fu candidato al Premio Oscar per il miglior film straniero. Lavorò poi in Francia e nel Regno Unito, prima di stabilirsi negli Stati Uniti nel 1968 con Rosemary's Baby. Tra le altre opere acclamate figurano Chinatown, Tess, La morte e la fanciulla e L'uomo nell'ombra. Il suo film Il pianista gli valse il Premio Oscar per la miglior regia.
Vicende giudiziarie





Nel 1977 Polański fu arrestato negli Stati Uniti per aver drogato e violentato una ragazza di 13 anni. Si dichiarò colpevole di un reato minore, ovvero di rapporti sessuali illeciti con una minorenne, ma nel 1978, prima della sentenza, fuggì in Europa e rimane tuttora latitante per la giustizia statunitense. Da allora diverse donne lo hanno accusato di abusi. Nel 1969 la moglie incinta, l'attrice Sharon Tate, fu uccisa insieme a quattro amici da membri della Famiglia Manson.
