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patriota italiano

Nicostrato Castellini

  • 4 min di lettura
Nicostrato Castellini

L’essenziale

data di nascita1829
data di morte4 luglio 1866
occupazionemilitare
luogo di nascitaRezzato
luogo di morteVezza d'Oglio
premio ricevutoMedaglia d'oro al valor militare
Tutti i dati del template 7
Nascita
Rezzato, 17 ottobre 1829
Morte
Vezza d'Oglio, 4 luglio 1866
Paese servito
Italia
Reparto
2º Battaglione bersaglieri volontari
Guerre
Prima guerra d'indipendenza italiana Terza guerra d'indipendenza italiana
Campagne
Spedizione dei Mille
Battaglie
Battaglia di MilazzoBattaglia del VolturnoBattaglia di Ponte CaffaroBattaglia di Vezza d'Oglio
«Il maggiore Nicostrato Castellini dava il tono con l'esempio, pagando di persona, non scansando mai una fatica, curando le minuzie con diligente pazienza, studiando i bisogni dei suoi uomini con amore di padre, e procacciando i rimedi senza risparmiarsi. Era alto, magro, nervoso, dalla complessione segaligna, dal carattere risoluto, di vero bresciano. La riputazione di fredda audacia, acquistata sui campi di battaglia, gli dava fra gli ufficiali un'autorità indiscussa, sui soldati un ascendente salutare.»

Nicostrato Castellini (Rezzato, 17 ottobre 1829 – Vezza d'Oglio, 4 luglio 1866) è stato un patriota italiano,.

Biografia

Nacque a Rezzato il 17 ottobre 1829. Frequentò il liceo a Brescia, troncando gli studi per partecipare alla prima guerra d'indipendenza italiana come semplice gregario nella Legione Bresciana dei Corpi Franchi. Lasciata la Legione inattiva sul Tonale, raggiunse Giuseppe Garibaldi e si unì alla sua Legione Italiana. Combatté con Garibaldi a Morazzone, dove rimase ferito. Partecipò successivamente alla difesa della Repubblica di Venezia, retta da Daniele Manin, nel 1849. Prese parte alla difesa del Forte di Marghera, dove si distinse venendo promosso ufficiale dei veliti. Dopo la capitolazione della Repubblica, ritornò a Rezzato e riprese gli studi interrotti a Brescia. Nel 1853 si trasferì a Milano, dove sposò la signorina Giovanna Zerbi. Nel 1859 non riuscì a prendere parte alla seconda guerra d'indipendenza italiana, ma appena la Lombardia si unì al Piemonte entrò a fra parte dellla Guardia Nazionale come ufficiale. Appresa l'intenzione di Garibaldi di effettuare la spedizione in Sicilia, divenne membro del Comitato di raccolta dei fondi necessari all'impresa. Raggiunse successivamente Garibaldi con la seconda spedizione di Giacomo Medici, a sostegno della spedizione dei Mille, e nominato Commissario di guerra si distinse per valore nella presa di Milazzo, dove fu promosso capitano. Quando i borbonici sgomberarono Messina e i forti di Gonzaga e Castelluccio, in qualità di Commissario del Governo siciliano ricevette in consegna il forte di Gonzaga. Successivamente combatté a Caiazzo, dove fu promosso al grado di maggiore, e poi nella battaglia del Volturno. Eseguì missioni a Napoli e a Genova per far giungere a Garibaldi volontari e munizioni, e assistette alla capitolazione di Capua. Il 12 giugno 1861 fu insignito della medaglia d'argento al valor militare, successivamente tramutata nella Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Congedotisi dopo Capua, ritornò a Milano dove riprese l'attavità di commerciante. Fu promotore della Commissione provinciale di tiro a segno e membro del Comitato del primo tiro a segno. Quando Garibaldi a Palermo, il 6 luglio 1862, proclamò O Roma, O morte!, rispose immediatamente all'appello del generale, e lo aiutò nella spedizione culminata nella giornata d'Aspromonte (29 agosto 1862). Fondò un ente di beneficenza per i reduci garibaldini d'Aspromonte. Presidente della Commissione centrale di beneficenza aiutò in ogni modo possibile i reduci, tenendo sempre informato Garibaldi di ciò che faceva, ricevendo la gratitudine del generale. Divenuto Consigliere comunale a Milano, aiutò a fondare locale Banca Popolare, i primi magazzini cooperativi, e le biblioteche circolanti.

Nel 186, alla vigilia delle scoppio della terza guerra di indipendenza italiana, il 29 maggio propose la costituzione di due battaglione di bersaglieri volontari, uno a Genova e uno a Milano. Lasciata la moglie e i cinque figli, assunto il comando del 2º Battaglione dei Bersaglieri milanesi, sempre con il grado di maggiore, raggiunse il Corpo Volontari Italiani di Garibaldi a Ponte Caffaro.

Il suo battaglione era uno dei pochi reparti prontamente operativi per la campagna e fu perciò il primo ad essere impiegato nelle operazioni. Si distinse il 25 giugno nella battaglia di Ponte Caffaro, ove comandò lo schieramento garibaldino. Dopo la sconfitta di Custoza, non ricevette l'ordine di ritirata generale, e continuò a fronteggiare le truppe austriache in fase di avanzata. Morì, il 4 luglio, negli scontri con gli austriaci durante la battaglia di Vezza d'Oglio, colpito in un assalto da una palla al torace e sostituito nel comando dal capitano Antonio Oliva.

Negli ambienti popolari lombardi rimase vivo il suo ricordo ed è stato citato in una canzone della scapigliatura milanese:

«Scriveva la surela

del pover Luisin
che l'era mort in guera
de fianc al Castelin»

(Il povero Luisin)

La sua tomba al cimitero Monumentale di Milano, sormontata da un monumento di Luigi Gilberto Buzzi, è considerata la prima dell'allora nuovo cimitero a mostrare un piglio, appunto, monumentale.

La città di Varese, in data 2 luglio 1965, con deliberazione n. 180 del Consiglio Comunale, gli dedicò una strada nella castellanza di Casbeno. La città di Brescia gli dedicò una strada collaterale a Porta Venezia; anche le città di Milano e Bergamo gli intitolarono una strada. Nel comune di Vezza d'Oglio gli sono dedicate una via, centrale, e soprattutto la scuola secondaria di primo grado "Nicostrato Castellini".

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria
«Per mirabile coraggio dimostrato al combattimento, ove rimase ucciso alla testa dei più animosi. Vezza, 14 luglio 1866.»
— Regio Decreto 6 dicembre 1866.
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria
— Regio Decreto 8 aprile 1863.

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Testo da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Voce originale